Nascita e diffusione del Rinnovamento in Italia

In questa pagina vogliamo raccontare brevemente quelle che sono state le vicende principali degli inizi e della diffusione del Rinnovamento Carismatico Cattolico in Italia.
Le informazioni sono tratte da testimonianze, racconti e sorgenti bibliografiche sia cartacee che online e vuole essere una narrazione imparziale e oggettiva di eventi che si sono susseguiti nel corso di 45 anni di storia.

Negli anni 1971‐1972 si trovava a Roma padre Valeriano Gaudet sacerdote canadese degli Oblati di Maria Immacolata.

Aveva fatto una entusiastica esperienza del rinnovamento carismatico cattolico con gli studenti dell’Università di Notre Dame a South Bend (Stati Uniti) dove aveva ricevuto la
preghiera di effusione. Divenne il principale promotore della nascita di diversi gruppi carismatici.

Nel 1971 insieme ai gesuiti Francis Sullivan e Carlo Maria Martini, dà vita al gruppo Lumen Christi di lingua inglese che si incontra presso il Palazzo Frascara della Pontificia Università Gregoriana.

Nello stesso anno incontra a Roma il parroco di San Mauro Pascoli, p. Giancarlo Moretti, e nasce così, a San Mauro, un primo piccolo gruppo di preghiera italiano.

Nel gennaio 1972 Padre Valeriano decide di fondare un gruppo di preghiera di lingua francese, il gruppo Hosanna, che inizia a riunirsi presso le Suore Francescane Missionarie in via Giusti. A questo gruppo vennero invitati anche i coniugi Alfredo Ancillotti e Jacqueline Dupuy che furono poi determinanti per la nascita del Gruppo Maria e per la sua diffusione in Italia.
Sempre agli inizi del 1972 Padre Valeriano Gaudet decide infatti di dar vita ad un nuovo gruppo di preghiera, questa volta di lingua italiana, il gruppo Emmanuele.
Il gruppo nasce con il sostegno di diverse persone che avevano già fatto altre esperienze di preghiera carismatica. Tra queste il padre Francis Sullivan S.J., il giornalista olandese
Fred Ladenius, Loredana Santini che fu la principale collaboratrice della Rivista Alleluja uscita nel dicembre 1975, ed ancora i coniugi Ancillotti.

Nacquero poi, con il sostegno dei padri gesuiti di palazzo Frascara, altri due gruppi uno di lingua spagnola, il gruppo Esperanza e l’altro di lingua tedesca, il gruppo Maranatha.

Nell’ottobre 1973, si tiene a Grottaferrata l’incontro internazionale dei responsabili del Rinnovamento Carismatico mondiale.
Un evento che sarà di importante stimolo alla diffusione dei gruppi carismatici in tutto il mondo.
In quei giorni, il 10 ottobre 1973, Sua Santità Paolo VI riceve i leaders dei congressisti ai quali rivolge parole di grande incoraggiamento:
Abbiamo sentito parlare molto di ciò che accade fra voi. E ne siamo contenti… In tutto questo possiamo riconoscere l’opera misteriosa e discreta dello Spirito che è l’anima della Chiesa.”.
Incoraggiamento che avrà un notevole peso anche sulle posizioni non sempre favorevoli espresse da una parte dell’episcopato italiano. Il Santo Padre riconferma così l’apertura della Chiesa alla manifestazione dei carismi già chiaramente espressa nel Concilio Vaticano II.

Nel novembre del 1973 nasce il Gruppo Maria presso le suore del Preziosissimo Sangue, in via San Giovanni in Laterano 77 per iniziativa dei coniugi Alfredo Ancillotti e Jacqueline Dupuy.

Alfredo Ancillotti era il trascinatore, la sua semplicità e la sua fede erano travolgenti e si  comunicavano facilmente ai presenti.  Era riconosciuto come il leader nel quale si identificava il Gruppo Maria.
Jacqueline Dupuy, anche per i suoi tratti fisici delicati e il suo comportamento più riservato era considerata la parte spirituale, quasi mistica del Gruppo. In effetti aveva e manifestava una devozione profonda per Maria e per l’Eucaristia.
Al tempo stesso, specie nei primissimi tempi, era la parte dottrinale del Gruppo.

Il padre era stato un ambasciatore canadese e Jacqueline aveva potuto viaggiare molto e conoscere diverse realtà. Ha svolto anche una notevole attività di scrittrice. Giunta a Roma nel 1970 conosce casualmente Alfredo che diventerà suo marito. Incontra un amico della famiglia Dupuy: il Padre Valeriano Gaudet, allocuzione pubblicata dall’Osservatore romano dell’11 ottobre 1973 pregano insieme ed inizia qui la loro forte esperienza spirituale e la loro storia carismatica.

Le motivazioni che portarono alla formazione del Gruppo Maria furono diverse.
Quella più conosciuta racconta che Alfredo e Jacqueline lasciarono il gruppo Emmanuele per alcune divergenze interne riguardanti atteggiamenti poco ortodossi perché venati di protestantesimo.
Proprio per tale motivo il Gruppo Maria viene subito consacrato alla Vergine Maria.

Il primo “Profilo del Gruppo Maria”, edito nel 1974, sottolinea l’importanza della consacrazione a Maria con queste parole: “l’affidarsi totalmente alla protezione particolarissima di Maria non vuole essere solo una devozione verbale o affettiva, ma rivivere, in ogni momento della vita il “fiat” di Maria”.
Una ragione accreditata anche dalla particolarissima devozione che Jacqueline aveva per Maria e che manifestò in tanti suoi scritti e conferenze. Detto ciò non può essere tuttavia trascurata la forte personalità di Alfredo nella decisione di abbandonare il gruppo Emmanuele: Alfredo aveva sempre manifestato un grande desiderio di agire in piena libertà e, come avverrà anche in seguito, non poteva accettare impedimenti o limitazioni sul suo modo di esercitare i carismi.

Ciò precisato, bisogna tuttavia riconoscere che i coniugi Ancillotti, con il loro instancabile impegno, furono determinanti per la diffusione del rinnovamento carismatico in Italia.
La nascita del Gruppo Maria, qualsiasi siano state le motivazioni che la determinarono, deve essere considerata provvidenziale.
Condividiamo quindi quanto scrisse Don Dino Foglio in occasione del I° Congresso “Centro-Nord” del R.n.S – Brescia il 24 e 26 giugno 1977 : “lasciando agli storici il difficile compito di approfondire i motivi della separazione dal tronco materno e dare un giudizio in materia, si può affermare che vi fu una certa «provvidenzialità» in questo episodio della nascita del Gruppo «Maria», premessa di un forte impulso di diffusione, in Italia”.

Alla vigilia del Natale 1973, lo stesso padre Valeriano Gaudet formulava un auspicio: «Tutti questi gruppi romani sono oggi quanto mai fiorenti… Possano sorgere in questa terra benedetta d’Italia migliaia di cenacoli di preghiera!». Fu una preghiera esaudita da Dio come tutte le altre precedenti invocazioni a lui rivolte dalla Beata Elena Guerra, da Giovanni XXIII, da Paolo VI.

Nel gennaio 1974  il gruppo Maria aumentato notevolmente di numero si spostò allora presso le suore Pallottine di via di Porta Maggiore 34 dove viene messa a disposizione un’ampia palestra coperta, un attiguo asilo nido e un ampio giardino. Alla guida del gruppo si aggiungono nel frattempo Manrico e Claudia Rossi, Ada Iacobini e come assistente spirituale
padre Natale Merelli e, subito dopo, Salvatore e Lucia Cultrera, Nicola Caccavelli.
Si forma così il primo e consistente consiglio pastorale.

Da questi fratelli ne venne un importante contributo alla crescita Gruppo spirituale e numerica del Gruppo.
All’entusiasmo di Alfredo si aggiunge lo straordinario carisma di animazione di Manrico che nella preghiera si immerge così tanto nell’amore di Dio da lasciar trasparire la sua coinvolgente commozione. Il padre Natale Merelli parla di Dio in modo appassionato, fa conoscere un Dio misericordioso che tocca il cuore di quanti lo pensavano lontano nei cieli.
Dio, ci si permetta l’espressione, diventa allora…a portata di mano.
Alla formazione religiosa e carismatica di Jacqueline si aggiunge il vastissimo contributo dottrinale e teologico di Salvatore Cultrera.
I seminari di effusione che verranno in seguito utilizzeranno per tanti anni le sue “dispense”.

L’episcopato italiano seguiva con molta attenzione, talvolta con interesse ed altre volte con forte senso critico il nascere dei gruppi carismatici cattolici.
Nella diocesi di Roma, il card. Ugo Poletti nominò il padre Natale Merelli assistente generale del Gruppo Maria e, come suo rappresentante e “osservatore” presso tutti i gruppi carismatici esistenti a Roma, il gesuita padre Domenico Grasso dell’Università Gregoriana.

Una situazione dunque di non unanime accoglienza da parte dei Vescovi ma questo non impedisce la sempre più larga diffusione dei gruppi di preghiera carismatica in tutta Italia.
Quasi ogni domenica i fratelli, oramai numerosissimi, del Gruppo Maria si organizzavano velocemente e, con un impegno che non badava a sacrifici di sorta (quando possibile con partenze alle prime ore del giorno e ritorni in tarda serata) si dirigevano verso altre località dove portavano insegnamenti, testimonianze, preghiere.

In poco tempo nascono così altri Gruppi Maria in moltissime altre città italiane.
Molti dei nuovi responsabili di Gruppo frequentano per qualche tempo le riunioni del Gruppo Maria di Roma e i Seminari che fino a tutto il 1975 si terranno ancora il giovedì presso le Suore del Preziosissimo Sangue in Via San Giovanni in Laterano 77.

 

Racconta di quel periodo così intenso Jacqueline Dupui Ancillotti nel suo libro “Saranno il mio popolo”:
Da quando avevamo cominciato a lodare Dio ad alta voce con le parole che uscivano spontanee dal nostro cuore e ad offrirgli, senza falso pudore, la nostra povertà accorrevano i malati, gli sbandati, gli afflitti e tanti che sentivano il bisogno di essere salvati. Avevamo iniziato in pochi e di settimana in settimana il flusso dei nuovi aumentava. Meravigliati vedevamo questi poveri, afflitti, ammalati trasfigurati dal suo amore così intenso che tutto il resto scompariva. Il popolo, le braccia alzate, non sapeva più che pensare e dire: Lode e gloria a te, Signore… Cercavamo di accogliere tutti i fratelli, di far sentire al loro cuore l’amore del Padre. Venivano per partecipare a questa preghiera così semplice ed insieme misteriosa per i suoi potenti effetti. Eravamo ancora pochi animatori e molto sprovveduti, ma proprio in questo stava la nostra forza. Dicevamo al Signore: “Fai tu…ecco il tuo popolo, parlagli Tu, metti nella sua bocca la Tua preghiera”. E il Signore ci veniva incontro. Lode e gloria a te, loda e gloria a te. La lode scendeva dalle labbra al cuore, penetrava nella folla, esplodeva nell’attesa del dono che sarebbe stata la preghiera quel giorno. Per rispondere ai numerosi quesiti, alcuni, dopo l’ultimo canto, si dedicavano a dare spiegazioni sulla nostra preghiera. Tutto il tempo che ci radunammo nella grande palestra delle Suore Pallottine, fu messa a nostra disposizione la sala dell’asilo. Con il passare del tempo si era formato un gruppo abbastanza affiatato e folto di animatori impegnati a rispondere ai bisogni della grande assemblea, a promuovere i seminari di preparazione all’effusione dello Spirito Santo e i corsi di crescita della vita carismatica, a compiere missioni che comincia-vamo a svolgere in altre città. Il Signore ci offriva prima di tutto questa comunione carismatica; ci insegnava ad agire sempre nel Suo nome. Ogni decisione, ogni orientamento del gruppo non era frutto del pensiero di una persona, ma della preghiera di molti che si confrontavano fra di loro. Con il Congresso Internazionale svoltosi a Roma alle Catacombe di San Callisto e l’udienza di Paolo VI, il giorno di Pentecoste 1975, il Rinnovamento Carismatico raggiungeva il grande pubblico. I giornali descrissero con stupore la marea di gente cosmopolita che lodava Dio, con le braccia alzate, e riempiva la Basilica di San Pietro di canti in lingue. La palestra delle Suore Pallottine era diventata troppo piccola per accogliere i fiumi di persone curiose di assistere alla nostra preghiera. Il gruppo si trasferì nella chiesa di Sant’Ignazio. e, di settimana in settimana, l’affluenza aumentava; da mille persone a millecinquecento a circa duemila. Eravamo sempre gli stessi animatori, piccoli, poveri. Camminavamo sulle acque guardando solo Gesù“.

Il 1975 segna una tappa fondamentale nel cammino del Rinnovamento con il III Congresso Internazionale che, in coincidenza con la Pentecoste, si  tiene in Roma presso le catacombe di San Callisto dal 16 al 19 maggio, e con udienza del Santo Padre Paolo VI, il giorno dopo, nella Basilica di S. Pietro. In proposito, la giornalista Franca Zambonini nel suo articolo “Una preghiera in seimila lingue” – pubblicato su Famiglia Cristiana il 15 giugno 1975 – che diffuse in modo eccezionale la conoscenza dell’“evento carismatico” racconta: «Ho visto da vicino questi cat­tolici che portano una ventata nuova nella Chie­sa… Erano seimila, venuti da tutto il mondo

Pregavano insie­me, una selva di braccia verso il cie­lo, molti a piedi scalzi, quasi tutti con gli occhi chiusi e il sorriso. Poi c’è stato un gran silenzio, e poco dopo un canto: ognuno pronuncia­va parole che non si capivano, e tut­ti insieme facevano un coro molto dolce. Mi è stato spiegato che quel­lo è il canto “in lingue”: seimila persone, seimila lingue diverse… c’è molta armonia… sale alto un accordo che sembrerebbe concertato prima da un coro di professionisti diretti da un maestro. L’unico momento di agitazione è quando il Cappuccino dice: “scambiatevi il segno della pace”. Allora è un gran baciarsi ed abbracciarsi ed ognuno si muove dal suo posto…».

Nel 1975 proprio in occasione di quel congresso nasce in Italia la Rivista Alleluia.

In quell’anno a Roma si tengono ben quattro incontri intitolati: “Vita nello Spirito”, di cinque giorni ciascuno, e che terminano con la preghiera di effusione. Particolarmente “affollato” quello tenuto nell’ottobre 1975 presso le Suore di S. Anna con più di un centinaio di persone.

Intanto per il Gruppo Maria di Roma lo spazio messo a disposizione dalle suore Pallottine si dimostra insufficiente a contenere le centinaia e centinaia di persone che affluivano il sabato per la preghiera. Con l’interessamento di Padre Domenico Grasso, il gruppo si trasferisce allora, nel dicembre 1975, nell’ampia e maestosa chiesa di “S. Ignazio”, tenuta dai gesuiti.
Il numero dei partecipanti arriverà quasi a duemila presenze e ovviamente si rende necessaria un’accurata organizzazione:
alle 15 del pomeriggio di ogni sabato diversi fratelli provvedevano a sistemare i microfoni e a posizionare ben ottocento sedie in cerchio, al centro della Chiesa.
Verso le 16 arrivavano poi i fratelli del ministero dell’accoglienza che ricevevano le persone che man mano arrivavano con parole di benvenuto, sorrisi, abbracci.
Alle 16,30 iniziava l’incontro di preghiera. Ci ripetiamo ma, ancora una volta, la sensazione e l’armonia che si ascolta quando si innalza il canto di lode in lingue è stupenda.
Alcuni dei presenti, anche esperti di musica, chiesero il nome del bravo…direttore d’orchestra!
Verso la fine del 1975 il Gruppo Maria di Roma aveva dato origine a ben altri 22 gruppi Maria sparsi nelle maggiori città italiane.

I seminari di effusione si tengono ora presso le Suore Passioniste di Via Don Carlo Gnocchi 75 ma continuano a pervenire numerose richieste di partecipazione da ogni parte d’Italia.

Dal 24 al 28 settembre 1975 si tiene allora a Roma, presso la Casa Generalizia delle Suore di S. Anna in Via Aldobrandeschi 100,  un seminario di effusione di “proporzioni” mai più viste! un ricordo indelebile nella vita di tanti fratelli.

Vennero chiamati in aiuto circa trecento “anziani” dei gruppi Maria già nati in Italia per le preghiere di effusione a circa duecento nuovi fratelli.
Si può immaginare quale fosse l’atmosfera festosa, la gioia, i canti, l’entusiasmo per le tante esperienze dell’amore di Dio e per la numerosa partecipazione di giovani.
Ebbene, comprendiamo che potrebbe sembrare incredibile, ma le richieste di partecipazione ai seminari non si fermarono.

Il pastorale deve così provvedere ad organizzare ben sette corsi speciali di 5 giorni ciascuno intitolati “Vita nello Spirito” e che si terranno dal mese di marzo al mese di dicembre del 1976.

Tutto questo non sfugge, ancora una volta, alla stampa che riporta ogni tanto i principali eventi del movimento carismatico.
In qualche caso vennero distorti i fatti. Una notissima rivista nazionale, con quindi un gran numero di lettori, riporta un articolo che dà una spiegazione ridicola della grande diffusione dei gruppi carismatici: essi sono una specie di appendice della CIA (agenzia di sicurezza americana) che li finanzia per fini politici !

 

Il 1976 è un anno importante nella storia del Rinnovamento Carismatico Italiano. 

Agli inizi del 1976 intanto, il “successo” ottenuto e la richiesta proveniente da tanti gruppi nascenti in Italia porta a organizzare ben altri sette seminari di “Vita nello Spirito”. I seminari si terranno presso le Suore Passioniste a Roma.

I grandi “successi” del Gruppo Maria non trovano però riscontro nell’unità, che ci si sarebbe aspettata tra i membri del pastorale di servizio.
Tra i responsabili si verificano frequenti divergenze che sembrano inconciliabili con i tanti frutti positivi ottenuti.
Le cause sono le stesse che affliggono spesso altre realtà comunitarie laiche o religiose: motivazioni psicologiche, ambizioni, conflitti per la conquista della leadership.

Non ci si deve quindi meravigliare se non ne fu esente nemmeno il Gruppo Maria (e, in genere, tutto il rinnovamento carismatico).
Anzi appare chiaro che Dio realizza i suoi piani di salvezza nonostante i limiti della fragilità umana.
Viene anzi in mente quanto Paolo già scrisse alla comunità dei 9 annuncio riportato nel 2° numero unico della rivista Risuscitò, uscito a febbraio 1976 10 il fatto viene ricordato anche da Don Dino Foglio in occasione del 1° Congresso Nazionale Centro- Nord (Brescia 1977). 9 Corinti: “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto […] perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio” ( 1Cor.26‐30).

Nei primi mesi del 1976, le incomprensioni e i contrasti interni al pastorale si fecero più evidenti.
Non si era d’accordo sul modo in cui si esercitavano i carismi nelle riunioni di preghiera e, anche in questo senso, i coniugi Ancillotti volevano vedere invece riconosciuto il loro ruolo di “fondatori” del Gruppo.

Alfredo e Jacqueline Ancillotti, insieme ad altri animatori italiani intanto,  vengono invitati a SouthBend negli USA per un corso dedicato ai leader di tutto il mondo sulla Vita Carismatica.

Dal 30 aprile al 2 maggio 1976  si tiene a Triuggio (MI) il primo incontro degli animatori cui intervennero circa duecento rappresentanti del Rinnovamento Carismatico.

Tra questi erano presenti p. Domenico Grasso in rappresentanza dei gruppi romani, don Dino Foglio quale punto di riferimento dei gruppi del nord ed inoltre Salvatore Cultrera e p. Mario Panciera.
Tra i partecipanti alcuni tra i sacerdoti si dichiarano d’accordo sulla necessità di rendersi conto che non tutto viene dallo Spirito e che si deve mettere in primo piano l’importanza del discernimento soprattutto nell’esercizio dei carismi della profezia, della guarigione, della glossolalia. Si conviene in definitiva che non si può agire sempre a “ruota libera” fiduciosi in ogni caso dell’intervento dello Spirito Santo. Una linea di condotta che aumenta le incomprensioni e le divergenze nel pastorale del Gruppo Maria in particolare nei fondatori che desideravano portare avanti la spiritualità ricevuta agli inizi.

Per le forti tensioni che si creano dovette intervenire il cardinale Ugo Poletti che, il 31 agosto 1976, scriveva a Padre Domenico Grasso una lettera nella quale diceva testualmente: “Mi auguro che le divisioni si calmino e si allontani ogni pericolo di divisioni e di contrasto, altrimenti c’è davvero da chiedersi se (n.d.r.: il rinnovamento Carismatico) sia opera di Spirito Santo o solo di uomini e frutto di illusioni“.

Ma i contrasti sono oramai insanabili e Jacqueline ed Alfredo Ancillotti decidono di lasciare il Gruppo (lettera del 28 ottobre 1976).

L’evento fu molto doloroso. Ognuno si trovava a decidere con libertà, nella propria coscienza, quale sia la strada da scegliere.
In qualche caso si trovarono separati tra loro fratelli e sorelle che avevano fatto insieme tante belle esperienze spirituali.

Dopo il ritiro dalla pastoralità degli Ancillotti si tenne a Roma, dall’ 1 al 4 novembre, un convegno dei Consigli Pastorali dei vari Gruppi «Maria» allora esistenti in Italia per una chiara presa di posizione. Quasi all’unanimità i «responsabili» si pronunziarono per la fedeltà alla matrice romana del Gruppo Maria che mantenne così invariato il suo ruolo di centralità.

Nel novembre 1976 i coniugi Ancillotti, con l’approvazione del Cardinale Ugo Poletti, danno inizio ad una grande esperienza Comunitaria: la Comunità Maria.

Nello stesso mese, iniziano i loro incontri settimanali di preghiera nella chiesa di “Sant’Angelo in Pescheria”.

Nell’Aprile del 1977 si svolse a Napoli il primo Convegno Nazionale della Comunità Maria dal tema “Lo Spirito del Signore riempie l’universo” e quasi contemporaneamente  a Milano Marittima ha luogo la prima Conferenza per Animatori dei gruppi Maria che non erano confluiti nella Comunità Maria.

In quella occasione, analogamente alle altre nazioni, si formò un Comitato Nazionale di Servizio (CNS), composto da cinque laici e sacerdoti. Coordinatore Don Dino Foglio. Il suo compito era quello di coordinare il Rinnovamento in Italia, a servizio di tutti coloro che si riconoscono in questa corrente spirituale e di rappresentarlo nei confronti della Gerarchia, del Rinnovamento mondiale e degli altri movimenti.

Li venne inoltre reso ufficiale il nome scelto dopo discernimento e confronto teologico di Rinnovamento nello Spirito Santo.

Il nome Rinnovamento nello Spirito Santo – che anche il cardinale Suenens auspicava fosse fatto proprio da tutto il movimento carismatico – è tratto dalla lettera di San Paolo a Tito, nella quale l’apostolo afferma che siamo salvati «mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3, 5). 

Di grande interesse gli insegnamenti tenuti in quella Conferenza. Eccone alcuni:

Esperienze della conversione nel Rinnovamento nello Spirito (P.T. Beck, S.J.)
Il ministero dell’animazione nel contesto ecclesiale (P. D. Grasso)
Il riconoscimento degli animatori (D. Sante Babolin)

Nel frattempo, sempre nel 1977, il Gruppo Maria, dopo aver “migrato” per alcuni mesi in altre chiese (S. Marco Evangelista, Basilica di San Crisogono e ancora chiesa di S. Ignazio) trova, con l’aiuto di p. Domenico Grasso, una nuova sede che ospiterà fino al 1983 le riunioni di preghiera del Gruppo: il famosissimo “Oratorio del Caravita”.

Un servizio, che sarà sempre curato con molta perseveranza e dedizione nel Gruppo Maria, fu poi quello della “preghiera sui fratelli”. Agli inizi si pensava che tutti coloro che avevano ricevuto l’effusione fossero automaticamente “abilitati” a questo delicatissimo ministero e dobbiamo dire che lo Spirito Santo, nonostante l’errore di impostazione, si adattava alla situazione, forse attirato   dalla ingenua semplicità dei cuori e dal loro amore verso i sofferenti. Ma poi alcuni sbagli commessi in delicate preghiere di guarigione e liberazione convinsero i responsabili che non si poteva procedere in questo modo. Ci si rese conto che il pregare sui fratelli richiede, ancor prima dei carismi straordinari, doti naturali che non sono sempre presenti in tutti: ascolto, riservatezza, preparazione carismatica e soprattutto tanto equilibrio e discernimento.
Di conseguenza, già alla fine del 1977, il ministero della preghiera sui fratelli venne affidato a fratelli preparati e scelti dal pastorale.

Questi anni sono stati, in definitiva, importantissimi per creare solide basi comunitarie, dottrinali e teologiche di cui godranno anche altri gruppi del R.n.S.. Un grazie particolare  va soprattutto all’impegno assiduo di Salvatore Cultrera, p. Domenico Grasso e p. Natale Merelli. La gioia grande fu quella di constatare che i frutti furono veramente positivi: ogni sabato vi erano diverse testimonianze di fratelli che rendevano gloria a Dio raccontando i loro incontri con Dio, le conversioni, guarigioni interiori e liberazioni da schiavitù spirituali e morali. Anche se meno frequenti non mancarono guarigioni fisiche vere e proprie. A dire il vero non ci si preoccupava più di tanto a “selezionare” le testimonianze da fare. Salvatore Cultrera per evitare “deviazioni” non edificanti ripeteva in continuazione: le testimonianze devono rispettare la regola essenziale dell’“A.B.C.”, cioè “a voce Alta”, “Brevi”, “Cristocentriche”.

Da citare le veglie di Pentecoste del maggio 1982 e 1983: iniziavano alle 9 di sera e si concludevano all’alba.
La prima tenuta dal p. Natale Merelli presso la chiesa del SS Nome di Maria in via Centuripe e la seconda presso la stupenda chiesa di S. Lorenzo al Verano, ospiti di p. Mario Quirini. L’affluenza dei fratelli del Gruppo e di altri gruppi era notevolissima: alla preghiera carismatica seguiva la S. Messa e poi canti gioiosi e danze che verso le prime ore dell’alba si riversavano nel piazzale del Verano sotto gli occhi esterrefatti dei pochi passanti Una vera festa cristiana che anticipava la festa del Cielo!

Sempre nel 1977 si tennero due Congressi: il primo a Brescia nel mese di giugno, per il nord Italia, il secondo a Salerno, nel mese di ottobre, per il centro e il sud. Con Brescia inizia un cammino unitario dei gruppi italiani.

Ecco una delle profezie ascoltate in quei due giorni di convegno:
Apriti a me. Volgi il tuo sguardo a me. Riverserò su di te il mio Spirito. Ti voglio ricostruire, ti voglio guarire…

Intanto con i due Congressi si costituiscono i primi Comitati regionali (detti inizialmente interregionali).
Nel Lazio il I° Comitato “interregionale” ha come Responsabili quattro fratelli del pastorale del Gruppo Maria: Salvatore Cultrera, come coordinatore e Manrico Rossi per tutti i gruppi di Roma. Inoltre Nicola Caccavelli e Giorgio Amodeo, rispettivamente 1°e 2° Consigliere regionale per i gruppi della parte restante del Lazio.

Nell’aprile del 1978, si svolse a Rimini la prima Convocazione Nazionale dei gruppi del RnS, a cui parteciparono circa 6.000 persone, rappresentanti di 300 gruppi di quasi ogni regione d’Italia.

Il tema della prima Convocazione: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo” (Rom 5,5)
Ecco i temi delle relazioni di quella prima Convocazione:

Lo Spirito Santo nella vita del Cristiano
Lo Spirito Santo nella vita dei gruppi di Rinnovamento

Il 29 ottobre del 1982 avviene una riunione della Commissione teologica del Rinnovamento Carismatico Cattolico guidata da Padre Tom Forrest sull’autorità nel Rinnovamento.
Dal 30 ottobre al 1 novembre dello stesso anno presso la Domus Pacis a Roma viene discusso il documento definitivo del “Profilo del Rinnovamento nello Spirito“.

Il Servizio del Canto, che nel 1980, con la partecipazione di undici giovani del gruppo Maria, permetterà, con  la guida di Matteo Calisi, di Marco Emberti Gialloreti e di Silverio Fioravanti, la formazione della Corale nazionale del Rinnovamento nello Spirito.

Il 1987 dall’esperienza della Comunità Maria e con il desiderio di preservare la spiritualità ricevuta agli inizi del Rinnovamento Carismatico, nasce un’altra Comunità che in pochi anni si diffonderà non solo in italia ma anche all’estero divenendo Comunità Internazionale: la Comunità Gesù Risorto.
3 coppie di sposi sono i fondatori: Paolo e Carmen Serafini, Giampaolo e Anna Mollo e ancora una volta insieme a loro Jacqueline e Alfredo Ancillotti.
Il primo convegno della Comunità Gesù Risorto si svolge a Gaeta nel 1988. Il tema è: “È risorto come aveva detto”.

Il 1992 alcuni fratelli provenienti da un lungo cammino carismatico nella Comunità Maria fondano a Roma la Comunità Gesù Ama.

Nel 1996 il Rinnovamento nello Spirito riceve l’approvazione dello statuto da parte della CEI ad esperimentum nella sessione del Consiglio Episcopale Permanente della CEI del 22-25 giugno e sempre in quell’anno alcune aggregazioni laicali, provenienti da varie regioni italiane, nel luglio 1996, si sono riunite a Rocca di Papa con il proposito di creare un più ampio dialogo ed una maggiore collaborazione fra di loro, allo scopo di consolidare e promuovere l’espressione cattolica del movimento carismatico. Questa aggregazione prenderà il nome di Iniziativa di Comunione del Rinnovamento Carismatico Cattolico ora cambiato in Rinnovamento di Comunione.

Nel 1997 avviene il passaggio di consegne al vertice del Rinnovamento: nel ruolo di Coordinatore Nazionale Salvatore Martinez succede a don Dino Foglio, che da questo momento resta al fianco del Rinnovamento nello Spirito, fino alla sua scomparsa, ricoprendo l’incarico di Consigliere Spirituale Nazionale nominato dalla CEI.

Il passaggio successivo è del 14 marzo 2002, quando il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana approva gli statuti del Movimento in via definitiva, confermando l’erezione del Rinnovamento nello Spirito Santo ad Associazione Privata di Fedeli Laici.

Il 2007 è l’anno dell’approvazione del nuovo Statuto che riporta un aggiornamento del profilo comunitario, pastorale ed ecclesiale del Movimento.

A seguito delle modifiche dello Statuto, si ha una definitiva riorganizzazione delle figure apicali del Movimento con l’individuazione di responsabilità afferenti in modo più preciso ai ruoli di Presidente, Coordinatore, Direttore, Consigliere Spirituale Nazionale. Anche il Consiglio Nazionale, precedentemente formato dai soli Coordinatori Regionali, viene ampliato per includere anche figure impegnate in aree e ambiti centrali per la vita del Movimento.

Nell’ambito di questa riorganizzazione, nel 2007 Salvatore Martinez assume l’incarico di Presidente nazionale, Mario Landi di Coordinatore nazionale, Marcella Reni di Direttore. Nel ruolo di Consigliere spirituale nazionale la CEI ha nominato don Guido Maria Pietrogrande, sdb.

Il 4 aprile 2010 è una data importante per la Comunità Gesù Risorto in quanto viene riconosciuta come una “Associazione Internazionale privata di fedeli” dal Pontificio Consiglio per i Laici e nel 2016 avviene l’approvazione definitiva dello statuto.

 

Fotogallery con alcuni eventi e personaggi storici del Rinnovamento Italiano