L’imposizione delle mani

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Il gesto d’imporre le mani risale all’Antico Testamento dove viene menzionato fin dai primi libri. Si tratta di un gesto che significa, allo stesso tempo, benedizione e intercessione. Toccando la persona, si chiede al Signore di far scendere su di lei la sua grazia, la sua benedizione e, allo stesso tempo, si prega, si intercede affinché il Signore agisca.

Perché le braccia e le mani rappresentano un legame di forza e di potenza all’interno del Corpo: Quale mano potente Mosè aveva messa in opera agli occhi di Israele! Attraverso questo gesto, si vuole comunicare, in un certo senso, la forza del Signore.

Si tratta anche di un gesto istintivo di protezione, di salvaguardia, di tenerezza. Si stende il braccio per proteggere un bambino, un amico dal pericolo; si posa la mano sulla testa o sul braccio di un bambino, di un amico, per consolare, calmare e mostrare il proprio amore che non si è soli.

La mano ha un’importanza fondamentale per l’uomo. Ecco perché Dio si serve di questo gesto, alle volte addirittura istintivo di imporre le mani, per manifestarsi, espriprime la sua tenerezza, la sua protezione, la sua grazia e la sua volontà di guarirci.

Esaminiamo ora alcuni esempi d’imposizione delle mani nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, intendendo il gesto, prima di tutto, come segno di benedizione.

<<Ma Israele stese la mano destra e la pose sul capo di Efraim, che pure era il più giovane, e la sua sinistra sul capo di Manasse ….E così benedisse Giuseppe…>>

(Gen 48,14-15) ed i suoi figli. Per il popolo di Israele, i gesti di benedizione sono efficaci in se stessi. Lo stesso gesto si è perpetuato fino ai nostri giorni, per esempio, abbiamo il costume della benedizione paterna il giorno di Capodanno.

In questo caso, il gesto di imposizione significa anche presentazione al Signore: “Farai avvicinare i lieviti davanti al Signore e gli Israeliti porranno le mani sui leviti” (Nm 8,10).

Jahvè disse a Mosè :”Prendi Giosuè, figlio di Num, uomo in cui è lo Spirito, porrai la mano su di lui ” (Nm 27,18-20). “Giosuè, figlio di Num, era pieno dello Spirito si saggezza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui” (Dt 34,9).

Ricordiamo ora alcuni gesti di Gesù e degli apostoli: “Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse ….E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra il loro li benediceva” (Mc10,13.16)

“La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva” (Mc5,23)

(Un lebbroso) “Mosso a compassione (Gesù), stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio, guarisci!. Subito la lebbra scomparve ed egli guarì” (Mc l,41-42).

“E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati’ e questi guariranno” (Mc 16, 17-18).

“Anania. “. “Eccomi, Signore. “. “Su va’ sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso…”. “Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse. “Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti e apparso sulla via per la quale venivi , perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo” (At 9,10- I l. I 7).

“Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono” (Barnaba e Saulo inviati in missione 😉 (At 13,3).

“II padre di Publio dovette mettersi a letto colpito da febbri e da dissenteria. Paolo l’andò a visitare e dopo aver pregato gli impose le mani e lo guarì” (At 28, 8).

“Non trascurare il dono spirituale che è in te e che ti è stato conferito, per indicazioni di profeti, con l’imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri” (I Tm 4,14).

Si può veramente dire che l’imposizione delle mani sia un gesto che si fonda sulla tradizione biblica. Oggi, nella Chiesa, e considerata un sacramentale, vale a dire, che i suoi effetti dipendono dalla volontà Dio e dalle disposizioni interiori di coloro che la ricevono.

COME ESERCITARE QUESTO MINISTERO

Prima di tutto, facciamo subito una distinzione fra l’imposizione delle mani “privata” e I ‘altra, nella Chiesa. Privata: mi trovo a casa, qualcuno è malato, etc… posso imporre le mani a mio figlio, al mio coniuge, a mia madre, etc…

Si, se ho fede e buone disposizioni (stato di grazia). Nella mia casa, chiunque lo desideri e può farlo, può imporre le mani. Ciò non implica alcuna responsabilità da parte del gruppo di preghiera.

In un gruppo di preghiera e diverso, poiché in questo caso mi trovo in una “chiesa”, intesa nel senso cristiano proprio di “ecclesia”, cioè riunione di credenti. Pertanto, quando compio un tal gesto, coinvolgo la Chiesa e questo diviene un ministero nella comunità cristiana. In un gruppo di preghiera, agendo nell’ambito della Chiesa e per fedeltà alla Parola di Gesù (cfr. Mc 16,17), possono imporre le mani solamente coloro, uomini o donne, che ne abbiano ricevuto un mandato specifico.

In ogni organismo umano, qualunque esso sia (movimento, società, villaggio, gruppo sportivo), e necessario sempre un minimo di organizzazione sociale, di ordine, di strutture. Ciò fa parte della vita; l’esempio classico è quello del nostro corpo: tutto è regolato. Dal punto di vista sociale possiamo vedere che si passa dal minimo, quello molto primitivo di tribù e clan che ancora esiste, in varie zone della terra, per arrivare all’interno della società in cui viviamo. Ciascuno svolge il proprio ruolo ed è identificato come tale; per esempio sono cittadino di Laval, ha diritto a dei servizi (acqua, etc…), ho degli obblighi (tasse) posso essere cittadino, funzionario, commerciate etc…sono celibe o coniuge, etc…

Nel Rinnovamento carismatico, è la stessa cosa: ogni cristiano svolge il suo ruolo ed ha il suo posto in un gruppo di preghiera, ma sempre secondo ciò che egli è, ciò che il Signore gli dona, ma anche secondo quanto il gruppo discerne.

Questo è molto importante ed i gruppi che non rispettano queste norme vivono crisi, anche profonde, fino all morte degli stessi a causa delle divisioni provocate dalla mancanza di quel minimo di ordine.

In altre parole: la mancanza di ordine scoraggia l’impegno, i fratelli se ne vanno e il gruppo si estingue. Ciò che affermo per il ministero delle imposizione delle mani è valido anche per l’esercizio di carismi, come dono di profezia, scienza, e di guarigione.

Questi carismi devono essere sottoposti al discernimento del gruppo. E’ il motivo per il quale è così importante avere un gruppo pastorale e, soprattutto, che sia maturo ed aiuti realmente a maturare.

ALCUNE REGOLE PRATICHE

Tutte le persone che esercitano un mistero per il quale devono anche imporre le mani, dovrebbero sempre cominciare a prepararsi con la preghiera e il digiuno.

Non dimentichiamo mai che è in nome di Gesù, e non in nome nostro, che imponiamo le mani, “in nome mio” dice Gesù (cfr. Mc 16,17). Come serva o servo del Signore, più diminuirò io più Lui crescerà in me; più mi rafforzerà in un ministero e si renderà valido il ministero stesso.

Bisogna sviluppare un atteggiamento interiore di povertà di fronte al ministero che comporta l’imporre le mani: prendere coscienza che da solo, io non sono niente, ma con il Signore, unito a Gesù, tutto è possibile. “Se tu credi, vedrai la gloria di Dio “. Convincendomi di essere “servo” e strumento, capirò anche che tutto la ,mia ricchezza viene da Cristo.

E’ preferibile, ordinariamente, che l’imposizione delle mani sia fatta da una équipe di persone (almeno3). Perché? Perché significa vivere nella Chiesa, vivere come membra del Corpo di Cristo (cfr. 1 Cor 12). Vi è una diversità di doni, ma lo stesso è lo Spirito; diversità di ministeri; ma lo stesso è lo Spirito; diversi sono i modi di agire, ma un unico Dio che realizza tutto in tutti. Ciascuno riceve il dono di manifestare lo Spirito per il bene di tutti.

Lo Spirito dona un messaggio di sapienza a uno e di scienza all’altro; ad un altro, lo stesso Spirito, dona fede, ad un altro ancora, l’unico e stesso Spirito, concede i doni di guarigione. E’ volontà di Dio che vi sia complementarità dei carismi affinché possiamo sentire il bisogno gli uni degli altri e ciascuno abbia il suo posto unico e, insieme, nel complesso , possiamo riunire la ricchezza immensa di Cristo.

Quando si tratta di pregare su una persona sarà opportuno domandare i motivi per i quali è richiesta la preghiera dei fratelli, ma con discrezione e misura: se non è bene voler sapere troppo non è nemmeno bene tirare poi a indovinare. Prima di pregare su qualcuno, comunque, chiunque sia , a meno che non se ne abbia un buona conoscenza, sarà sempre utilissimo, ovviamente, domandare al Signore di coprirci con il suo Sangue prezioso, di proteggerci attraverso il suo Nome e di rivestirci della sua Armatura. E’ meglio che questa preghiera sia fatta interiormente avendo sempre a mente il brano di Efesini 6,10-17.

CONCLUSIONE

Il ministero di imposizione delle mani è un ministero di preghiera – lode, richiesta, intercessione, azione di grazie – sulla persona affinché il Signore si manifesti in essa. E’ questa l’unico e vero scopo: è addirittura meno importante la ragione della persona (santificazione personale, discernimento, guarigione fisica o psichica, o dei ricordi, forza, fede, etc…) .Se spero di essere guarito, o di avere luce o una certa grazia, è perché credo che il Signore sia presente e che si manifesti.

Pertanto, lasciamo al Signore l’opportunità di fare ciò che vuole e restiamo servi, senza presumere di essere o atteggiarci a “semi-santi” o qualcosa del genere.

Autore dell'articolo: Comunità Hosanna

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