Le parole dei Papi al Rinnovamento

10 OTTOBRE 1973
DISCORSO DI PAOLO VI° ALLA II CONFERENZA INTERNAZIONALE DEI LEADERS DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO

“Ci rallegriamo con voi, cari amici, del rinnovamento di vita spirituale che si manifesta oggi nella Chiesa, sotto forme differenti e in ambienti diversi [ … ]. In tutto questo possiamo riconoscere l’opera misteriosa e discreta dello Spirito, che è l’anima della Chiesa [ … ] “.

(Paolo VI, Discorso ai rappresentanti della II Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, 10 ottobre 1973, in Insegnamenti di Paolo VI, Città del Vaticano, Volume XI, 1973,971s).

 

PENTECOSTE 1975
DISCORSO DI PAOLO VI° AI PARTECIPANTI AL III CONGRESSO INTERNAZIONALE DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO.

“Cari figli e figlie, in quest’Anno Santo avete scelto la città di Roma per celebrare il vostro III Congresso Internazionale; ci avete chiesto di incontrarvi oggi e di rivolgervi alcune parole; con questo avete voluto indicare il vostro attaccamento alla Chiesa istituita da Gesù Cristo e a ciò che per voi rappresenta questa sede di Pietro. Questa preoccupazione di situarvi in modo giusto nella Chiesa è un segno autentico dell’azione dello Spirito Santo [ … ]. Nell’ottobre scorso dicevamo ad alcuni di voi che la Chiesa e il mondo hanno bisogno più che mai che “il prodigio di Pentecoste continui nella storia”(‘). [ … 1 Come potrebbe questo “rinnovamento spirituale” non essere una chance per la Chiesa e per il mondo? [ … ] Abbiamo dimenticato lo Spirito Santo? No, certo! Noi lo vogliamo, lo onoriamo. lo amiamo, lo invochiamo; e voi con la vostra devozione, il vostro fervore, voi volete vivere nello Spirito. Questo deve essere un “rinnovamento”. Deve ringiovanire il mondo, deve ridare una spiritualità, un’anima, un pensiero religioso al mondo, deve riaprire le sue labbra chiuse alla preghiera e aprire al canto, alla gioia, all’inno, alla testimonianza e sarà veramente una grande fortuna per il nostro tempo, per i nostri fratelli, che ci sia tutta una generazione di giovani che grida al mondo le glorie e le grandezze di Dio nella Pentecoste”.
(Paolo VI, Discorso ai partecipanti al III Congresso Internazionale del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Basilica Vaticana, Pentecoste 1975. Cfr. testo francese in Insegnamenti di Paolo VI, Città del Vaticano, Voi. XIII, 1975, 536-542).(1) Cfr. L’Osservatore Romano, 17/10/1974.)

 

23 NOVEMBRE 1980
UDIENZA DI GIOVANNI PAOLO II° AI GRUPPI ITALIANI DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO.

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Grazie, innanzitutto, di questa gioiosa visita, e in particolare, delle preghiere che avete rivolto al Signore per me e per le responsabilità del mio servizio pastorale. Vi dirò con san Paolo che avevo “un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati o, meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io” (Rm 1,11-12).

Stamani ho la gioia di incontrarmi con questa vostra assemblea, in cui vedo giovani, adulti, anziani, uomini e donne, solidali nella professione della stessa fede, sorretti dall’anelito di una medesima speranza, stretti insieme dai vincoli di quella carità che “è stata riversata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). A questa “effusione dello Spirito” noi sappiamo di essere debitori di una esperienza sempre più profonda della presenza di Cristo, grazie alla quale possiamo ogni giorno crescere nella conoscenza amorosa del Padre. Giustamente, pertanto, il vostro movimento presta particolare attenzione all’azione, misteriosa ma reale, che la terza persona della santissima Trinità svolge nella vita del cristiano.

2. Le parole di Gesù nel Vangelo sono esplicite: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà con voi” (Gv 14,16-17).

Prima di ascendere al cielo, Gesù rinnova agli apostoli la promessa che saranno battezzati “in Spirito Santo” (At 1,5) e, pieni della sua potenza (cf. At 2,2), gli renderanno testimonianza in tutto il mondo, parlando “in altre lingue come lo Spirito darà loro il potere di esprimersi” (cf. At 2,4). Nel libro degli Atti lo Spirito viene presentato attivo e operante in coloro di cui si narrano le gesta, siano essi le guide della comunità (cf. At 2,22-36; 4,5-22; 5,31; 9,17; 15,28 ecc.) o semplici fedeli (cf. At 4,31-37; 10,45-47; 13,50-52 ecc).

Non desta meraviglia che i cristiani di allora traessero da tali esperienze l’intima convinzione che “se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene” (Rm 8,9); e si sentissero perciò impegnati a “non spegnere lo Spirito” (1Ts 5,19), a “non rattristarlo” (Ef 4,30), ma a “lasciarsi guidare” da lui (Gal 5,18), sorretti dalla speranza che “chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna” (Gal 6,8).

In effetti, Cristo ha affidato allo Spirito la missione di portare a compimento la “nuova creazione”, a cui egli stesso ha dato inizio con la sua risurrezione. Dallo Spirito, dunque, deve attendersi la progressiva rigenerazione del cosmo e dell’umanità, tra il “già” della pasqua ed il “non ancora” della parusia.

È importante che anche noi, cristiani posti dalla provvidenza a vivere negli anni conclusivi di questo secondo millennio, ravviviamo l’intima consapevolezza delle vie misteriose attraverso le quali essa persegue il suo disegno di salvezza. Dio si è comunicato irrevocabilmente nel Cristo. È tuttavia per mezzo dello Spirito che il Risorto vive ed agisce in permanenza in mezzo a noi e può farsi presente in ogni “qui” ed “ora” dell’esperienza umana nella storia.

Con gaudio profondo e commossa gratitudine noi rinnoviamo, pertanto, il nostro atto di fede in Cristo redentore, ben sapendo che “nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo” (1Cor 12,3). È lui che nell’unità della vocazione cristiana e nella molteplicità dei carismi ci riunisce in un solo corpo. È lui che opera la santificazione e l’unità della Chiesa (cf.Pontificale Romanum, “Ritus Confirmationis”, 25.47).

3. Il Concilio Vaticano II ha riservato una particolare attenzione alla multiforme azione dello Spirito nella storia della salvezza: ha sottolineato la “mirabile provvidenza” con cui egli sospinge la società ad evolvere verso mete sempre più avanzate di giustizia, di amore, di libertà (cf. Gaudium et Spes, 26); ne ha illustrato la presenza operante nella Chiesa, che è da lui sollecitata ad attuare il piano divino (cf. Lumen Gentium, 17) mediante una comprensione sempre più profonda della rivelazione (cf. Dei Verbum, 5.8), conservata integra nel fluire del tempo (cf. Lumen Gentium, 25; Dei Verbum, 10) e grazie ad un impegno sempre rinnovato di santificazione (cf. Lumen Gentium, 4.40. ecc…) e di comunione nella carità (cf. Lumen Gentium, 13; Unitatis Redintegratio, 2.4); ha rilevato, infine, la sua azione nei singoli fedeli, che egli stimola ad una coraggiosa testimonianza apostolica (cf. Apostolicam Actuositatem, 3), fortificandoli per mezzo dei sacramenti ed arricchendoli di “grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi varie opere ed uffici, utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa” (Lumen Gentium, 12).

Quali ampie prospettive, figli carissimi, si aprono dinanzi ai nostri occhi! Certo, non mancano i rischi, perché l’azione dello Spirito si svolge “in vasi di creta” (cf. 2Cor 4,7), che ne possono comprimere la libera espansione. Voi conoscete quali essi siano: un eccessivo peso dato, ad esempio, all’esperienza emozionale del divino; la ricerca smodata dello “spettacolare” e dello “straordinario”; l’indulgenza ad interpretazioni affrettate e distorte della Scrittura; un ripiegamento intimistico che rifugge dall’impegno apostolico; il compiacimento narcisistico che si isola e si chiude… Questi ed altri sono i rischi che si affacciano sul vostro cammino, e non sul vostro soltanto. Vi dirò con san Paolo: “Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21). Restate, cioè, in atteggiamento di costante e grata disponibilità verso ogni dono, che lo Spirito desidera effondere nei vostri cuori, mai dimenticando, tuttavia, che non v’è carisma che non sia dato “per l’utilità comune” (1Cor 12,7).

Aspirate, in ogni caso, ai “carismi più grandi” (1Cor 12,31). E voi sapete, a questo proposito, qual è la “via migliore di tutte” (1Cor 12,31): in una pagina stupenda, san Paolo indica tale via nella carità, che sola dà senso e valore agli altri doni (cf. 1Cor 13).

Animati dalla carità, voi non soltanto vi metterete in spontaneo e docile ascolto di coloro che “lo Spirito Santo ha posto come Vescovi a pascere la Chiesa di Dio” (cf. At 20,28), ma sentirete anche il bisogno di aprirvi ad una comprensione sempre più attenta degli altri fratelli, nel desiderio di arrivare ad avere con essi veramente “un cuor solo ed un’anima sola” (At 4,32). Scaturirà di qui l’autentico rinnovamento della Chiesa, che il Concilio Vaticano II ha auspicato e che voi vi studiate di favorire con la preghiera, con la testimonianza, con il servizio. Il “rinnovamento nello Spirito” infatti, ho ricordato nell’esortazione apostolica “Catechesi Tradendae”, “avrà una vera fecondità nella Chiesa, non tanto nella misura in cui susciterà carismi straordinari, quanto piuttosto nella misura in cui porterà il più gran numero possibile di fedeli, sulle strade della vita quotidiana, allo sforzo umile, paziente, perseverante per conoscere sempre meglio il mistero di Cristo e per testimoniarlo” (Giovanni Paolo II, Catechesi Tradendae, 72).

Nell’invocare su di voi e sul vostro impegno l’amorevole ed assidua protezione di colei che “per opera dello Spirito Santo” concepì nel suo seno e diede alla luce il Figlio di Dio incarnato (cf. Lc 1,35), vi concedo di cuore la mia apostolica benedizione, che volentieri estendo a quanti fanno parte del movimento ed a tutte le persone che vi sono care nel Signore.

(Giovanni Paolo II, Udienza ai gruppi italiani del Rinnovamento nello Spirito Santo, Aula Paolo VI, 23 novembre 1980, in AlIeluja n. 6, novembre/dicembre 1980).

 

7 MAGGIO 1981
DISCORSO IN LINGUA INGLESE (tradotto in Italiano) DI GIOVANNI PAOLO II° AI PARTECIPANTI ALLA IV CONFERENZA INTERNAZIONALE DEI LEADERS DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO.

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

Nella gioia e nella pace dello Spirito Santo do il benvenuto a tutti voi che siete convenuti a Roma per partecipare al IV Congresso internazionale dei Dirigenti del Rinnovamento cattolico carismatico, e prego che “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio, e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi!” (2Cor 13,13).

1. La vostra scelta di Roma quale sede di questo Congresso è segno particolarmente significativo della vostra comprensione dell’importanza di essere radicati in quella unità cattolica di fede e di carità che trova il suo centro visibile nella Sede di Pietro. La vostra reputazione vi precede, proprio come quella degli amati Filippesi che spinse l’apostolo Paolo ad incominciare la sua lettera indirizzata a loro con un sentimento che sono lieto di riecheggiare: “Ringrazio il mio Dio ogni volta ch’io mi ricordo di voi… E prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio ed essere integri ed irreprensibili per il giorno di Cristo” (Fil 1,3; 9-10).

2. Nel 1975 il mio venerabile predecessore Paolo VI si rivolse al Congresso internazionale carismatico riunito qui a Roma, e sottolineo i tre principi che san Paolo configurava quali guide al discernimento, secondo l’ingiunzione: “Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21). Il primo di questi principi è la fedeltà alla dottrina autentica della fede; tutto ciò che contraddice questa dottrina non viene dallo Spirito. Il secondo principio è il valutare i più alti doni – i doni che sono dati per il servizio del bene comune. Ed il terzo principio è la pratica della carità, che sola porta il cristiano al raggiungimento della perfezione, come dice l’apostolo: “Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione” (Col 3,14). Non è meno importante per me ora sottolineare questi principi fondamentali a voi che siete chiamati da Dio a servire quali dirigenti nel Rinnovamento.

Papa Paolo VI descriveva il movimento per il Rinnovamento nello Spirito come “una occasione per la Chiesa e per il mondo,” e i sei anni da quel Congresso hanno confermato la speranza che ispirava la sua intuizione. La Chiesa ha visto i frutti della vostra devozione alla preghiera in un approfondito impegno alla santità di vita e all’amore per la parola di Dio. Abbiamo notato con particolare gioia il modo in cui i Dirigenti del Rinnovamento hanno sviluppato sempre più una vasta visione ecclesiale, e hanno compiuto sforzi per rendere questa visione sempre più una realtà per coloro che dipendono dalla loro guida. Ed abbiamo inoltre visto i segni della vostra generosità nella condivisione dei doni di Dio con gli infelici di questo mondo nella giustizia e nella carità, così che tutti possano fare esperienza della inestimabile dignità che è loro in Cristo. Che quest’opera di amore già cominciata in voi sia portata a compimento! (2Cor 8,6.11). A questo proposito, ricordate sempre le parole che Paolo VI indirizzò al vostro Congresso nell’Anno Santo: “Non ci sono limiti alla sfida dell’amore: il povero e il bisognoso, l’afflitto e il sofferente nel mondo come vicino a voi, tutti gridano a voi, come fratelli e sorelle in Cristo, chiedendo la prova del vostro amore, chiedendo la parola di Dio, chiedendo pane, chiedendo vita”.

3. Sì, sono molto lieto di avere questa opportunità di parlare dal cuore a voi che siete convenuti da ogni parte del mondo per partecipare a questa Conferenza che ha il compito di aiutarvi nell’adempimento del vostro ruolo di Dirigenti nel Rinnovamento Carismatico. In modo particolare desidero farvi notare il bisogno di arricchire e di concretizzare quella visione ecclesiale che è così essenziale per il Rinnovamento a questo stadio del suo sviluppo.

Il ruolo del Dirigente, consiste, in primo luogo, nel dare esempio di preghiera nella sua stessa vita. Con fiduciosa speranza, con attenta sollecitudine, tocca al Dirigente fare in modo che il patrimonio multiforme della vita di preghiera della Chiesa sia conosciuto e sperimentato da tutti coloro che cercano un rinnovamento spirituale: la meditazione della parola di Dio, dal momento che “l’ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo”, come sottolineava san Girolamo; l’apertura ai doni dello Spirito, senza concentrarsi esageratamente sui doni straordinari; l’imitazione dell’esempio di Gesù stesso nel garantire del tempo per la preghiera solitaria con Dio; il penetrare più in profondità nei ciclo dei periodi liturgici della Chiesa, specialmente attraverso la Liturgia delle Ore: l’appropriata celebrazione dei Sacramenti – con particolare attenzione al Sacramento della Penitenza – che realizza la nuova effusione di grazia secondo la manifesta volontà di Cristo stesso; e soprattutto un amore ed una crescente comprensione dell’Eucaristia quale centro di tutta la preghiera cristiana. Perché come ha inculcato in noi il Concilio Vaticano II, “l’Eucaristia si presenta come fonte e culmine di tutta l’evangelizzazione, cosicché i catecumeni sono introdotti poco a poco alla partecipazione dell’Eucaristia, e i fedeli, già segnati dal sacro Battesimo e dalla Confermazione, sono pienamente inseriti nel Corpo di Cristo – la Chiesa – per mezzo dell’Eucaristia” (Presbyterorum Ordinis, 5).

In secondo luogo, dovete preoccuparvi di procurare solido cibo per il nutrimento spirituale attraverso lo spezzare del pane della vera dottrina. L’amore per la parola rivelata di Dio, scritta sotto la guida dello Spirito Santo, è un pegno del vostro desiderio di “rimanere saldi nel Vangelo” predicato dagli Apostoli. È questo stesso Spirito Santo, ce lo assicura la Costituzione dogmatica su la “Divina Rivelazione”, che “perfeziona continuamente la fede per mezzo dei suoi doni, affinché l’intelligenza della Rivelazione diventi sempre più profonda” (Dei Verbum, 5). Lo Spirito Santo che distribuisce i suoi doni, in minore o maggiore misura, è quello stesso che ispirò le Scritture e che assiste il Magistero vivente della Chiesa, alla quale Cristo affidò l’autentica interpretazione di queste Scritture (cf. Allocuzione di Paolo VI, 19 maggio 1975), secondo la promessa di Cristo agli Apostoli: “Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre: lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscerete, perché Egli dimora presso di voi e sarà in voi” (Gv 14,16-17).

Dio desidera perciò, che tutti i cristiani crescano nella comprensione del mistero della salvezza, che ci rivela sempre più l’intrinseca dignità propria dell’uomo. Ed Egli desidera che voi che siete Dirigenti del Rinnovamento siate sempre più profondamente formati dall’insegnamento della Chiesa il cui compito bimillenario è stato di meditare sulla parola di Dio, per sondarne le ricchezze e renderle note a tutto il mondo. Abbiate cura, poi, che in quanto Dirigenti voi perseguiate una solida formazione teologica destinata ad assicurare a voi, ed a tutti coloro che dipendono dalla vostra guida, una comprensione matura e completa della parola di Dio: “La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi ed ammonitevi con ogni sapienza” (Col 3,16-17).

In terzo luogo, come Dirigenti del Rinnovamento, dovete prendere l’iniziativa di costruire legami di fiducia e di cooperazione con i Vescovi, che hanno la responsabilità pastorale nella provvidenza di Dio di pascere l’intero Corpo di Cristo, incluso il Rinnovamento carismatico. Anche quando essi non condividono con voi le forme di preghiera che avete trovato così preziose, essi prenderanno a cuore il vostro desiderio di un rinnovamento spirituale per voi stessi e per la Chiesa, e vi offriranno la guida sicura che è il compito loro assegnato. Il Signore Iddio non manca di essere fedele alla promessa della preghiera della loro ordinazione, nella quale lo si implorava di “effondere su questi prescelti quel potere che proviene da te, lo Spirito guida, che tu desti al tuo amato Figlio, Gesù Cristo, lo Spirito dato da lui ai santi Apostoli, che fondarono la Chiesa in ogni luogo perché fosse tempio per l’incessante gloria e lode del tuo nome” (Rito di Ordinazione di un Vescovo).

Molti Vescovi in tutto il mondo, sia individualmente che in dichiarazioni delle loro Conferenze episcopali, hanno incoraggiato e dato indicazioni al Rinnovamento carismatico – hanno a volte rivolto perfino una parola di prudenza – e hanno aiutato la comunità cristiana in genere a meglio comprendere il suo ruolo nella Chiesa. Attraverso questo esercizio della loro responsabilità pastorale, i Vescovi hanno offerto un grande servizio a noi tutti, al fine di garantire al Rinnovamento un modello di crescita e sviluppo pienamente aperto a tutte le ricchezze dell’amore di Dio nella sua Chiesa.

4. A questo punto vorrei anche richiamare la vostra attenzione ad un altro punto di particolare importanza per questo Congresso di Dirigenti: esso concerne il ruolo del sacerdote nel Rinnovamento carismatico. I sacerdoti nella Chiesa hanno ricevuto il dono dell’ordinazione come cooperatori nel ministero pastorale dei Vescovi, con i quali condividono lo stesso ed unico sacerdozio e ministero di Gesù Cristo, che esige la loro stretta comunione gerarchica con l’Ordine dei Vescovi (Presbyterorum Ordinis, 7). Ne consegue che i sacerdoti hanno un ruolo unico ed indispensabile da giocare entro e per il Rinnovamento carismatico così come per l’intera comunità cristiana. La loro missione non è in opposizione o in parallelo al ruolo legittimo del laicato.

Attraverso il legame sacramentale del sacerdote con il Vescovo, la cui ordinazione gli conferisce una responsabilità pastorale per l’intera Chiesa, egli contribuisce a garantire per i movimenti di rinnovamento spirituale e per l’apostolato laicale la loro integrazione con la vita sacramentale, liturgica della Chiesa, specialmente attraverso la partecipazione all’Eucaristia, dove noi diciamo: “Concedi che noi che siamo nutriti del suo Corpo e del suo Sangue possiamo essere colmi del suo Santo Spirito, e diventare un solo corpo ed un solo spirito in Cristo” (Terza preghiera eucaristica). Il sacerdote partecipa della responsabilità stessa del Vescovo, per la predicazione del Vangelo, per la quale la sua formazione teologica dovrebbe prepararlo in modo particolare. Ne consegue che egli possiede un ruolo unico ed indispensabile nel garantire quell’integrazione con la vita della Chiesa che eviti la tendenza a formare strutture alternative e marginali, e che conduca ad una più piena partecipazione, specialmente all’interno della parrocchia, nella sua vita sacramentale ed apostolica.

Il sacerdote, da parte sua, non può esercitare il suo servizio a favore del Rinnovamento a meno che e finché non adotti un atteggiamento comprensivo verso di esso, basato sul desiderio che egli condivide con ogni cristiano grazie al Battesimo di crescere nei doni dello Spirito Santo.

Voi Dirigenti del Rinnovamento, sacerdoti e laici, dovete allora dare testimonianza del vostro legame comune in Cristo, e dovete porre un modello per quella concreta collaborazione che ha come fondamento l’ingiunzione dell’apostolo: “Cercate di conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola e la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione” (Ef 4,3-5).

5. Infine, grazie alla vostra esperienza dei molti doni dello Spirito Santo, che sono condivisi anche dai nostri fratelli e sorelle separati, avete la gioia speciale di crescere nel desiderio dell’unità alla quale ci guida lo Spirito ed in un impegno nel serio compito dell’ecumenismo.

Come deve essere attuato questo compito? Ce lo dice il Concilio Vaticano II: “Innanzitutto i cattolici devono essi stessi con sincerità e diligenza considerare ciò che deve essere rinnovato e fatto nella stessa Famiglia cattolica, affinché la sua vita renda una testimonianza più fedele e più chiara della dottrina e delle istituzioni tramandate da Cristo per mezzo degli apostoli” (Unitatis Redintegratio, 4). Uno sforzo ecumenico genuino non cerca di evitare i difficili compiti, come la convergenza dottrinale, avventandosi nel creare una sorta di anonima “Chiesa dello Spirito” separata dalla Chiesa visibile di Cristo. Il vero ecumenismo cerca piuttosto di aumentare il nostro desiderio per l’unità ecclesiale di tutti i cristiani in una sola fede, così che “il mondo si converta al Vangelo e così si salvi per la gloria di Dio” (Unitatis Redintegratio, 1). Siamo fiduciosi del fatto che se ci affidiamo all’opera dell’autentico rinnovamento nello Spirito, questo stesso Spirito Santo porterà alla luce la strategia per l’ecumenismo che trasformerà in realtà la nostra speranza di “un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti” (Ef 4,6).

6. Cari fratelli e sorelle, la lettera ai Galati ci dice che “quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione di figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida Abbà, Padre” (Gal 4,4-6). Ed è a Maria, Madre di Dio e nostra Madre, sempre obbediente ai suggerimenti dello Spirito Santo, che affido fiduciosamente la vostra importante opera per il rinnovamento della Chiesa. Nell’amore di suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, volentieri vi imparto la mia benedizione apostolica.
(Giovanni Paolo Il, Discorso in lingua ,inglese ai partecipanti alla IV Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Giardini Vaticani, 7 maggio 1981, in Alleluja, n. 3, maggio/giugno 1981).

 

30 APRILE 1984
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II° AI PARTECIPANMTI ALLA V CONFERENZA INTERNAZIONALE DEI LEADERS DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO

“Con tutto il mio cuore, vi do il benvenuto a Roma, nella gioia di Cristo risorto. Il vostro Congresso a Roma, nel centro della Chiesa, giunge nel momento in cui essa sta ringraziando il Padre di N.S. Gesù Cristo per il sacrificio di suo Figlio e per l’effusione dello Spirito Santo che la riempie di vita nuova. Come ho detto nel mio messaggio di Pasqua, la Porta Santa dell’Anno Giubilare della Redenzione è ora stata chiusa, ma non dobbiamo mai dimenticare che a Pasqua la porta del Sepolcro di Cristo è stata aperta per sempre e per tutti [ … ]. Per questa ragione io domando a voi tutti e a tutti i membri del Rinnovamento Carismatico di continuare a gridare forte al mondo insieme a me “aprite le porte al Redentore!” [ … ]. Voi partecipate in concreto a questa missione nella misura in cui i vostri gruppi e comunità sono radicati nelle chiese locali diocesi e parrocchie”.
(Giovanni Paolo 11, Discorso ai partecipanti alla V Conferenza Internazionale dei Leader del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Roma, 30 aprile 1984, testo in inglese in E Osservatore Romano, 2 maggio 1984).

 

17 NOVEMBRE 1986
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II° AI GRUPPI ITALIANI DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO IN OCCASIONE DELLA II UDIENZA A LORO RISERVATA.

“La vostra presenza, carissimi fratelli e sorelle, accanto al successore di Pietro, capo visibile della Chiesa universale, le ripetute attestazioni di comunione sincera e operosa con lui e con i vescovi delle vostre chiese locali, significano ‘che voi avete ben compreso ciò che il Vangelo insegna, ciò che lo Spirito Santo presente nei vostri cuori ispira come principio centrale della legge nuova, come regola fondamentale dell’azione e della preghiera ecclesiale, come segreto sicuro di ogni rinnovamento e di ogni progresso: essere al servizio del regno di Cristo secondo le indicazioni dello Spirito in comunione di fede, dì pensiero e di disciplina con i pastori della Chiesa. Su questa strada vi auguro di perseverare e di progredire”.
(Giovanni Paolo 11, Discorso in occasione della Il Udienza ai gruppi italiani dei Rinnovamento nello Spirito Santo, Basilica di S. Pietro, 17 novembre 1986, in Rinnovamento nello Spirito Santo, suppl. al n. 1/1987).

 

TERZA UDIENZA PRIVATA DI PAPA GIOVANNI PAOLO II AL COMITATO NAZIONALE E AL CONSIGLIO NAZIONALE DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO
Clicca per ingrandire…[…] Il movimento carismatico cattolico è uno dei tanti frutti del Concilio Vaticano II che, quasi nuova Pentecoste, ha suscitato nella vita della Chiesa una straordinaria fioritura di aggregazioni e movimenti, particolarmente sensibili all’azione dello Spirito. Come non rendere grazie per i preziosi frutti spirituali che il Rinnovamento ha generato nella vita della Chiesa e nella vita di tante persone? Quanti fedeli laici – uomini e donne, giovani, adulti e anziani – hanno potuto sperimentare nella propria vita la stupefacente potenza dello Spirito e dei suoi doni! Quante persone hanno riscoperto la fede, il gusto della preghiera, la forza e la bellezza della Parola di Dio, traducendo tutto ciò in un generoso servizio alla missione della Chiesa! Quante vite cambiate in profondità! Per tutto questo oggi, insieme a voi, voglio lodare e ringraziare lo Spirito Santo.
Siete un movimento ecclesiale. Nella vostra vita devono, quindi, trovare espressione tutti quei criteri di ecclesialità di cui ho scritto nella Christifideles laici (cfr. n. 30), specialmente la fedele adesione al Magistero ecclesiale, la filiale obbedienza ai Pastori e lo spirito di servizio nei confronti delle chiese locali e delle parrocchie.
[…] Uno dei compiti più urgenti della Chiesa di oggi è quello della formazione dei fedeli laici. “La formazione dei fedeli laici ha come obiettivo fondamentale la scoperta sempre più chiara della propria vocazione e la disponibilità sempre più grande a viverla nel compimento della propria missione” (Christifideles laici, 58). Questa deve, pertanto, essere una delle vostre priorità. […].
So che il Rinnovamento nello Spirito si prodiga per rispondere a questa necessità, cercando forme e modalità sempre nuove e più adatte alle esigenze dell’uomo di oggi. Vi ringrazio per quello che fate e vi chiedo di perseverare nel vostro impegno.
Cari fratelli e sorelle, accogliete nei vostri cuori lo Spirito Santo con la docilità con cui l’accolse la Vergine Maria. Lasciatevi sempre stupire da Dio e rifuggite dall’abitudine ai suoi doni […] abbiate l’audacia di collaborare con lo Spirito a una nuova, grande effusione di amore e di speranza su tutta l’umanità […]. A tutto il Rinnovamento nello Spirito in Italia la mia paterna affettuosa benedizione!”.

Sala Clementina, Città del Vaticano, 4 aprile 1998

 

3 GIUGNO 1999
MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI MOVIMENTI E DELLE NUOVE COMUNITA’ ECCLESIALI

Carissimi Fratelli e Sorelle!
E amore di Dio Padre, la grazia del Signore nostro Gesù Cristo e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi!
Con queste parole saluto tutti voi, che partecipate al Convegno internazionale dei movimenti e delle nuove comunità ecclesiali, che si sta svolgendo a Speyer. Un saluto particolare rivolgo a S.E. mons. Anton Schlembach, che vi ha generosamente accolti nella sua diocesi, a S.E. il cardinale Miloslav Vlk e agli altri vescovi e sacerdoti, amici dei movimenti, che vi accompagnano in questi giorni. Un caro pensiero va ai promontori del Convegno: Chiara Lubich. Andrea Riccardi e Salvatore Martinez.
Avete voluto ritrovarvi insieme, rappresentanti di vari movimenti e nuove comunità, un anno dopo l’incontro organizzato dal Pontificio consiglio per i laici in piazza San Pietro, alla vigilia di Pentecoste del 1998. Quell’evento è stato tiri dono grande per tutta la Chiesa. In un clima di fervente preghiera abbiamo potuto sperimentare la presenza dello Spirito Santo. Una presenza resa tangibile dalla “testimonianza comune” che i movimenti hanno saputo dare, di intesa profonda e di unità nel rispetto della diversità di ciascuno. E’ stata una significativa epifania della Chiesa, ricca dei carismi e dei doni che lo Spirito non cessa di elargire.
Ogni dono del Signore, voi lo sapete bene, interpella la nostra responsabilità e non può non tramutarsi in impegno per un compito da osservare fedelmente. E’ proprio questa, del resto, la motivazione fondamentale del Convegno di Speyer. Ascoltando ciò che lo Spirito dice alle Chiese (cf Ap 2, 7) alla vigilia del grande Giubileo della Redenzione, voi volete assumervi direttamente e insieme con gli altri movimenti la responsabilità del dono ricevuto quel 30 maggio 1998. Il seme, sparso in abbondanza, non può andare perduto, ma deve produrre frutto all’interno delle vostre comunità, nelle parrocchie e nelle diocesi. E bello e dà gioia vedere come i movimenti e le nuove comunità sentano l’esigenza di convergere nella comunione ecclesiale e si sforzino con gesti concreti di comunicarsi i doni ricevuti, di sostenersi nelle difficoltà e di cooperare per affrontare insieme le sfide della nuova evangelizzazione. Sono, questi, segni eloquenti di quella maturità ecclesiale che auspico caratterizzi sempre più ogni componente della comunità ecclesiale.
Lungo questi anni ho avuto modo di constatare quanto importanti siano i frutti di conversione, di rinascita spirituale e di santità che i movimenti recano alla vita delle Chiese locali. Grazie al dinamismo di queste nuove aggregazioni ecclesiali, tanti cristiani hanno riscoperto la vocazione radicata nel battesimo e si sono dedicati con straordinaria generosità alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Per non pochi è stata l’occasione di riscoprire il valore della preghiera, mentre la parola di Dio è diventata il loro pane quotidiano e l’Eucaristia il centro della loro esistenza.
Nell’enciclica Redemptoris missio ricordavo, come novità emersa in non poche Chiese nei tempi recenti, il grande sviluppo dei “movimenti ecclesiali”, dotati di dinamismo missionario: “Quando si inseriscono con umiltà nella vita delle Chiese locali e sono accolti cordialmente da vescovi e sacerdoti nelle strutture diocesane e parrocchiali -scrivevo – i movimenti rappresentano un vero dono di Dio per la nuova evangelizzazione e per l’attività missionaria propriamente detta. Raccomando, quindi, di diffonderli e di avvalersene per ridare vigore, soprattutto tra i giovani, alla vita cristiana e all’evangelizzazione, in una visione pluralistica dei modi di associarsi e di esprimersi” (n. 72).
Auguro di cuore che il Convegno di Speyer sia per ciascuno di voi e per tutti i vostri movimenti un’occasione di crescita nell’amore di Cristo e della sua Chiesa, secondo l’insegnamento dell’apostolo Paolo, che esorta ad aspirare “ai carismi più grandi” (1 Cor 12, 31).
Affido i lavori del vostro incontro a Maria, Madre della Chiesa, e vi accompagno con le mie preghiere, mentre a ciascuno di voi e alle vostre famiglie imparto una speciale Benedizione.

Dal Vaticano, 3 giugno 1999.

 

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II IN OCCASIONE DEL RADUNO MONDIALE DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Con grande gioia vi invio il mio saluto in occasione del “Raduno Mondiale del Rinnovamento Carismatico Cattolico”, che si svolge in Rimini. Da diversi anni ormai il “Rinnovamento nello Spirito Santo” celebra così, all’inizio di maggio, la sua “convocazione nazionale”. In occasione dell’Anno Giubilare questo appuntamento ha assunto una dimensione particolare per la presenza di numerosi esponenti di gruppi e comunità carismatiche provenienti da altri Paesi del mondo. Giustamente, perciò, il vostro raduno si svolge con il patrocinio di un organismo, l'”International Catholic Charismatic Renewal Services”, a cui spetta il compito di coordinare e promuovere lo scambio di esperienze e di riflessioni tra le comunità carismatiche cattoliche sparse nel mondo. Grazie a ciò, la ricchezza presente in ogni comunità torna a beneficio di tutti e tutte le comunità possono più facilmente percepire il vincolo di comunione che le lega le une alle altre e a tutta la Chiesa. Saluto cordialmente il Presidente dell'”International Catholic Charismatic Renewal Services”, Sig. Allan Panozza, e il Coordinatore Nazionale del “Rinnovamento nello Spirito Santo”, Sig. Salvatore Martinez, insieme a tutti i membri del Comitato Nazionale di Servizio.

2. Questo raduno internazionale di Rimini costituisce per voi una tappa del pellegrinaggio giubilare. Celebrando la scadenza bimillenaria dell’Incarnazione, tutti noi siamo chiamati a volgere il nostro sguardo a Cristo, “luce delle genti”. Guardando a lui, si rinnovano in noi lo stupore e la gratitudine: il Figlio di Dio è diventato uomo, è morto per la nostra salvezza, è risorto e vive.

Cristo vive! Lui è il Signore! Questa è la certezza della nostra fede. Mentre la proclamiamo con umiltà e fermezza, siamo consapevoli del fatto che questa certezza non viene da noi. Se noi abbiamo potuto conoscere Cristo, è perché lui stesso si è fatto conoscere a noi donandoci il suo Spirito: “Nessuno può dire “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo” (1 Cor 12, 3).

Facendosi conoscere, Cristo non ci ha lasciati soli. Nello Spirito nasce il nuovo Popolo di Dio, perché “è piaciuto a Dio di santificare e salvare gli uomini non singolarmente presi e senza alcun legame tra di loro, ma ha voluto costituirli in un popolo che lo riconoscesse nella verità e lo servisse nella santità” (Cost. dogm. Lumen gentium, 9). Ogni comunità ecclesiale autentica è una porzione di questo popolo, che da duemila anni percorre le strade del mondo. Pur appartenendo ad una comunità determinata, ogni battezzato è, pertanto, aperto ad accogliere la ricchezza della Chiesa universale, che è la Chiesa di tutti i secoli.

3. La Chiesa guarda con gratitudine al fiorire di comunità vive, nelle quali la fede viene trasmessa e vissuta. In questo fiorire, essa riconosce l’opera dello Spirito Santo, che mai fa mancare alla Chiesa le grazie necessarie per affrontare situazioni nuove e talvolta difficili. Molti di voi ricorderanno il grande incontro che si svolse a Roma il 30 maggio 1998, alla vigilia di Pentecoste. In quella occasione dissi: “Nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolarizzata che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti viene messa a dura prova e non di rado soffocata e spenta. Si avverte, quindi, con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida ed approfondita formazione cristiana. Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità cristiane vive! Ed ecco, allora, i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta, suscitata dallo Spirito Santo, a questa drammatica sfida di fine millennio” (in: “L’Osservatore Romano”, 1-2 giugno 1998, pp. 6-7).

In quella occasione osservai anche che per i movimenti si prospettava ormai una tappa nuova, “quella della maturità ecclesiale” (ibid.). Anche le comunità carismatiche sono chiamate oggi a fare questo passo e sono certo che, per il maturare della coscienza ecclesiale nelle diverse comunità carismatiche cattoliche sparse nel mondo, un ruolo importante potrà averlo l'”International Catholic Charismatic Renewal Services”. Quello che dissi allora in Piazza San Pietro lo ripeto a voi tutti radunati a Rimini: “La Chiesa si aspetta da voi frutti ‘maturi’ di comunione e di impegno” (ibid.).

4. All’interno delle vostre comunità, in circostanze diverse, per ciascuno di voi è iniziato un cammino che porta a una conoscenza e a un amore di Cristo sempre più grandi. Non interrompete il cammino intrapreso! Abbiate fiducia: Cristo completerà l’opera che lui stesso ha iniziato. “Aspirate ai carismi più grandi!” (1 Cor 12, 31). Cercate sempre Cristo: cercatelo nella meditazione della Parola di Dio, cercatelo nei sacramenti, cercatelo nella preghiera, cercatelo nella testimonianza dei fratelli. Siate grati ai sacerdoti che accompagnano come pastori le vostre comunità: attraverso il loro ministero è la Chiesa che vi guida e vi assiste come madre e maestra. Accogliete con gioia le occasioni che vi sono offerte per approfondire la vostra formazione cristiana. Servite Cristo nelle persone che vi sono vicine, servitelo nei poveri, servitelo nei bisogni e nelle necessità della Chiesa. Lasciatevi guidare veramente dallo Spirito! Amate la Chiesa: una, santa, cattolica e apostolica!

Sono particolarmente lieto di sapere che al vostro raduno partecipano anche rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali e desidero salutarli cordialmente. Unendovi nella lode comune, voi avete accolto l’invito da me formulato nella Bolla di indizione del Grande Giubileo: “Accorriamo tutti, dalle diverse Chiese e Comunità ecclesiali sparse per il mondo, verso la festa che si prepara; portiamo con noi ciò che già ci unisce e lo sguardo puntato solo su Cristo ci consenta di crescere nell’unità che è frutto dello Spirito” (Incarnationis mysterium, 4).

Mentre insieme con voi prego la Vergine Maria, perché ciascuno accolga il dono dello Spirito per essere testimone di Cristo là dove vive, volentieri imparto a voi, cari Fratelli e Sorelle, e alle vostre famiglie la mia affettuosa Benedizione.

Dal Vaticano, 24 Aprile 2000

 

Giovanni Paolo II°, Lettera autografa inviata in occasione della XXIV Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo avvenuta in Rimini dal 27 aprile al 1° maggio 2001

“La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi!” (2 Cor 13,13). Con queste parole della Liturgia, desidero rivolgere il mio affettuoso saluto a Lei, venerato Fratello nell’Episcopato, ai Responsabili ed ai Membri del Comitato Nazionale di Servizio, come pure a quanti si sono dati appuntamento a Rimini per la XXIV Convocazione Nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo.

Il tema del raduno di quest’anno: “Fate quello che Gesù vi dirà” (Gv 2,5), all’indomani della chiusura dell’Anno Santo, pone ben in luce il proposito di codesto Movimento ecclesiale di porsi alla scuola di Maria, per intraprendere un nuovo cammino di fervore spirituale e di obbedienza al Vangelo.

L’Evangelista, narrando l’esperienza degli Apostoli dopo la risurrezione del loro Maestro, riferisce che “i discepoli gioirono nel vedere il Signore” (Gv 20,20). Sì, è questa medesima gioia, dono del Risorto, che rende i credenti capaci di guardare con coraggio alle sfide del nuovo millennio.

Nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte ho scritto: “Ora…<<dobbiamo prendere il largo>>, fiduciosi nella parola di Cristo: “Duc in altum!”(n. 15). Questo è tempo di nuove iniziative apostoliche! E’ tempo di nuova evangelizzazione!

Di fronte alle grandi sfide dell’epoca moderna dobbiamo essere ben consapevoli che “non una formula ci salverà, ma una Persona”. Per questo anche il Rinnovamento nello Spirito Santo è chiamato a ripartire da Cristo, “da conoscere, amare, imitare per vivere in lui la vita trinitaria e trasformare con lui la storia fino al suo compimento nella Gerusalemme celeste” (ivi, n. 29).

Questo proposito di accresciuto impegno per il Vangelo esige innanzitutto una riscoperta della santità come cuore e centro di ogni apostolato: è necessario tendere con tutte le forze alla santità, per “riproporre a tutti con convinzione questa <<misura alta>> della vita cristiana ordinaria: tutta la vita della Comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione” (ivi, n. 31). I Movimenti e le nuove Comunità ecclesiali, speciale dono dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo, devono saper rispondere fedelmente a questa chiamata del Signore. Essere docili prontamente e generosamente al Paraclito, che ci configura a Cristo: ecco la strada attraverso la quale i credenti possono offrire una testimonianza di speranza ad un’umanità spesso permeata da una cultura secolarizzata, che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio e rischia di rendere il mondo inospitale e nemico dell’uomo.

Non esiste santità senza preghiera, anzi, come vediamo nella vita dei Santi, il cristiano vale quanto prega. L’impegno di aderire alla parola di Gesù con grande disponibilità e generosità per recare la sua salvezza al mondo esige una rinnovata scoperta del <<gran mezzo della preghiera>>. Nel nostro mondo, talora malato di efficientismo e di utilitarismo, c’è bisogno di testimoni delle <<cose di lassù>>, contemplate e vissute nell’esistenza di ogni giorno.

Questo impegna i Gruppi e le Comunità del Rinnovamento nello Spirito ad essere sempre più luoghi di contemplazione e di lode, dove il cuore dell’uomo si riempie dell’amore di Dio, si apre all’amore del fratello e diventa capace di costruire la storia secondo il disegno divino.

Nella Chiesa, casa e scuola di comunione, che deve contrapporsi alla cultura dell’odio e della vendetta, i Gruppi e le Comunità del Rinnovamento nello Spirito siano luoghi significativi e modelli di fraternità e di amore, di pazienza e di accoglienza reciproca. L’esperienza del perdono e la valorizzazione di ogni dono spirituale aiutino tutti a costruire una convivenza alimentata dal soffio dello Spirito del Signore Risorto.

“Fate quello Che Gesù vi dirà” (Gv 2,3). Questo tema invita a guardare all’icona delle Nozze di Cana dove il nuovo rapporto dei discepoli con il Signore è propiziato dalla presenza discreta ed efficace di Maria. E’ Lei la via privilegiata e sicura per l’incontro con il Signore; è Lei che ci dispone ad accogliere la sua Parola e ci rende perseveranti nella preghiera, nell’attesa dello Spirito che infiamma e ci spinge a prendere con coraggio il largo verso le mete che il Signore ci indica.

Alla Tutta Santa affido la Convocazione Nazionale, perchè lo Spirito Santo, rinnovando i prodigi della Pentecoste, riempia i cuori del fuoco del suo amore e trasformi i partecipanti in coraggiosi e gioiosi annunciatori del Vangelo,

Con tali voti, di cuore imparto a Lei, Venerato Fratello, ai Responsabili, ai presenti e a tutti i Gruppi e Comunità del Rinnovamento nello Spirito una speciale Benedizione Apostolica, pegno di abbondanti doni e consolazioni celesti.

Dal Vaticano, 28 Aprile 2001

 

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALLA DELEGAZIONE DEL “RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO”
Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Con grande gioia accolgo voi, rappresentanti del Gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo, in occasione del trentesimo anniversario della vostra presenza in Italia. Saluto il coordinatore del Comitato Nazionale di Servizio e quanti lo coadiuvano.

Ripenso con piacere agli incontri avuti con voi negli anni passati. Dal primo, nella solennità di Cristo Re del 1980, a quello del 1998, alla vigilia dell’Incontro con i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità, in occasione della Pentecoste. Non posso, inoltre, dimenticare il contributo che il Rinnovamento nello Spirito ha offerto in occasione del Grande Giubileo del 2000, in modo speciale aiutando i giovani e le famiglie, che fin dagli inizi del mio Pontificato non mi stanco di segnalare come ambiti privilegiati di impegno pastorale.

Desidero anche ringraziare i vostri dirigenti per aver voluto imprimere al Rinnovamento una spiccata impronta di collaborazione con la Gerarchia e con i responsabili degli altri movimenti, associazioni e comunità. Di tutto, insieme con voi, dò lode al Signore, che arricchisce la sua Chiesa di innumerevoli doni spirituali.

2. Sì! Il Rinnovamento nello Spirito può considerarsi un dono speciale dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo. Nato nella Chiesa e per la Chiesa, il vostro è un movimento nel quale, alla luce del Vangelo, si fa esperienza dell’incontro vivo con Gesù, di fedeltà a Dio nella preghiera personale e comunitaria, di ascolto fiducioso della sua Parola, di riscoperta vitale dei Sacramenti, ma anche di coraggio nelle prove e di speranza nelle tribolazioni.

L’amore per la Chiesa e l’adesione al suo Magistero, in un cammino di maturazione ecclesiale sostenuto da una solida formazione permanente, sono segni eloquenti del vostro impegno per evitare il rischio di assecondare, senza volerlo, un’esperienza solo emozionale del divino, una ricerca smodata dello “straordinario” e un ripiegamento intimistico che rifugge dall’impegno apostolico.

3. In questa speciale circostanza desidero idealmente benedire tre progetti, per i quali vi state prodigando, e che proiettano “fuori dal Cenacolo” i Gruppi e le Comunità del Rinnovamento nello Spirito con generoso slancio missionario.

Mi riferisco, anzitutto, al sostegno che state fornendo all’implantatio Ecclesiae in Moldavia, in stretta collaborazione con la Fondazione “Regina Pacis” dell’Arcidiocesi di Lecce, costituendo una comunità missionaria legata alla Diocesi di Chisinau. Saluto con affetto i Pastori di quelle Comunità ecclesiali, Mons. Cosmo Francesco Ruppi e Mons. Anton Coşa, unitamente ai Vescovi che partecipano a questo incontro.

Altro interessante progetto è l’animazione spirituale nei Santuari mariani, luoghi privilegiati dello Spirito, che vi dà l’occasione di offrire ai pellegrini percorsi di approfondimento della fede e di riflessione spirituale.

C’è poi il progetto “Roveto ardente”, che è un invito all’adorazione incessante, giorno e notte. Avete voluto promuovere questa opportuna iniziativa per aiutare i fedeli a “ritornare nel Cenacolo” perché, uniti nella contemplazione del Mistero eucaristico, intercedano mediante lo Spirito per la piena unità dei cristiani e per la conversione dei peccatori.

Si tratta di tre diversi campi apostolici nei quali la vostra esperienza può fornire una quanto mai provvidenziale testimonianza. Il Signore guidi i vostri passi e renda i vostri propositi ricchi di frutti per voi stessi e per la Chiesa.

4. A ben vedere, tutte le vostre attività di evangelizzazione, in ultima analisi, tendono a promuovere nel Popolo di Dio una crescita costante nella santità. E’ in effetti la santità la priorità di ogni tempo, e pertanto anche di questa nostra epoca. Di santi ha bisogno la Chiesa e il mondo e noi siamo tanto più santi quanto più lasciamo che lo Spirito Santo ci configuri a Cristo. Ecco il segreto dell’esperienza rigenerante dell’«effusione dello Spirito», esperienza tipica che contraddistingue il cammino di crescita proposto per i membri dei vostri Gruppi e delle vostre Comunità. Auspico di cuore che il Rinnovamento nello Spirito sia nella Chiesa una vera «palestra» di preghiera e di ascesi, di virtù e di santità.

In modo speciale, continuate ad amare e a far amare la preghiera di lode, forma di orazione che più immediatamente riconosce che Dio è Dio; lo canta per se stesso, gli rende gloria perché Egli è, prima ancora che per ciò che fa (cfr CCC, 2639).

Nel nostro tempo, avido di speranza, fate conoscere ed amare lo Spirito Santo. Aiuterete allora a far sì che prenda forma quella “cultura della Pentecoste”, che sola può fecondare la civiltà dell’amore e della convivenza tra i popoli. Con fervente insistenza, non stancatevi di invocare: “Vieni, o Santo Spirito! Vieni! Vieni!”.

La Madre Santissima di Cristo e della Chiesa, la Vergine orante nel Cenacolo, sia sempre accanto a voi. Vi accompagni pure la mia Benedizione, che imparto con affetto a voi ed a tutti i membri del Rinnovamento nello Spirito Santo.

Giovedì, 14 marzo 2002

 

LETTERA AUTOGRAFA DI PAPA GIOVANNI PAOLO II, AI RESPONSABILI, AI MEMBRI DEL COMITATO NAZIONALE DI SERVIZIO E AI PARTECIPANTI ALLA XXVI CONVOCAZIONE NAZIONALE DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO
Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Con intima gioia invio a tutti i presenti alla xxvi Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito il mio cordiale saluto. Saluto in particolare il Pastore della diocesi di Rimini, mons. Mariano De Nicolò, al quale affido questo mio Messaggio. Saluto gli altri presuli presenti, i sacerdoti, i responsabili delle varie Comunità e Gruppi e ogni singolo partecipante.
Questovostroincontrocade nell’anno nel quale, con la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, ho invitato il popolo cristiano a mettersi alla scuola di Maria per contemplare la bellezza del volto di Cristo e per sperimentarne la profondità dell’amore.
Mirabile è la presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa. Possa ogni credente farsi umile e docile imitatore di Maria Santissima, per rinnovare l’“impegno di contemplazione del mistero cristiano”, che ho proposto nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte come vera e propria «pedagogia della santità» (cf Rosarium Virginis Mariae, n. 5; Novo millennio ineunte, n. 32).

2. Auguro a voi, carissimi, di porvi in questi giorni alla scuola di Maria, per penetrare più facilmente nella ricchezza che il vangelo offre a chi con fiducia lo accoglie. Seguendo Maria, si può meglio assaporare il conforto che il Signore dispensa attraverso la riconciliazione sacramentale nella quale Gesù di Nazareth passa ancora «risanando tutti» (cf At 10, 38). Sulle orme della Madre di Dio è più facile riscoprire che il popolo di Dio è chiamato a una nuova evangelizzazione destinata agli uomini del nostro tempo. Si accoglie allora con gioia il «mistero della vita trinitaria», che si rivela nel volto di Cristo, mirabilmente manifestato dai carismi del suo Spirito che abbelliscono la Chiesa. Si diviene più consapevoli dell’esistenza nuova in Cristo, frutto di una sempre rinnovata Pentecoste che spinge i credenti a una coraggiosa testimonianza del «lieto annunzio», capace di dar senso a tutta l’umana esistenza.
Il fedele che si pone alla scuola di Maria avverte più vivo il desiderio di una confermazione sempre più piena a Cristo, vero “programma” della vita cristiana per pervenire al traguardo della santità. E mai verrà meno, in chi si abbandona alla volontà divina, il coraggio di una risposta pronta, ravvivata dall’effusione potente dello Spirito. Sia così per tutti coloro che fanno parte dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito!
3. Carissimi Fratelli e Sorelle, in questi giorni di riflessione e di preghiera vi esorto a rispondere con totale disponibilità all’azione dello Spirito, perché possiate offrire alla Chiesa il contributo della vostra testimonianza. Il Papa conta anche sul vostro impegno per la nuova evangelizzazione e per il rinnovamento spirituale dell’odierna società, in modo particolare delle famiglie e dei giovani.
Desidero, poi, ringraziarvi per quanto già state facendo nell’ambito dell’ecumenismo spirituale, che unisce fratelli appartenenti a Chiese e Comunità ecclesiali d’Occidente e d’Oriente in una corale invocazione al Padre celeste per la pace sulla terra. In questi tempi «le difficoltà che l’orizzonte mondiale presenta ci inducono a pensare che solo un intervento dall’Alto possa orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali» (Rosarium Virginis Mariae, n. 40). Ecco perché è urgente e indispensabile pregare «sempre, senza stancarsi» (Lc 18, 1). Solo l’incessante orazione «ci consente di sperare che, anche oggi, una “battaglia” tanto difficile come quella della pace possa essere vinta» (Rosarium Virginis Mariae, n. 40). In questo tempo pasquale la ripetizione litanica del Regina caeli, «Rallegrati, Maria», stia sempre al centro della vostra intensa preghiera. Con questi sentimenti, sono lieto di inviare la mia Apostolica Benedizione al Vescovo mons. Mariano De Nicolò e a tutti coloro che prendono parte all’annuale Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito.

Roma, 23 aprile 2003

 

LETTERA AUTOGRAFA DI PAPA GIOVANNI PAOLO II, AI RESPONSABILI, AI MEMBRI DEL COMITATO NAZIONALE DI SERVIZIO E AI PARTECIPANTI ALLA XXVII CONVOCAZIONE NAZIONALE DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO

Al venerato Fratello
Mons. MARIANO DE NICOLÒ
Vescovo di Rimini

1. Mi è gradito, anche quest’anno, rivolgere il mio cordiale saluto a Lei e, per mezzo Suo, a quanti prendono parte alla Convocazione nazionale dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito, che si svolge in codesta città di Rimini dal 29 aprile al 2 maggio 2004. Il tema – “Ecco io creo nuovi cieli e nuova terra; si gioirà per sempre di quello che sto per creare” (Is 65,17-18) – aiuta a contemplare il mistero grande della gioia cristiana. Invito ciascuno a fare propria la preghiera conclusiva dell’Esortazione apostolica “Christifideles laici” nella quale ho chiesto alla “Vergine del Magnificat” di “insegnarci a trattare le realtà del mondo con vivo senso di responsabilità cristiana e nella gioiosa speranza della venuta del regno di Dio, dei nuovi cieli e della nuova terra” (n. 64). Gli incontri dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito, se veramente animati dalla presenza dello Spirito del Signore, soprattutto quando culminano nella celebrazione dell’Eucaristia, sono eventi nei quali “si apre sulla terra uno squarcio di Cielo e dalla comunità dei credenti si eleva, in sintonia con il canto della Gerusalemme celeste, un perenne inno di lode” (Spiritus et sponsa, 16), che “unisce il cielo e la terra” (cfr Ecclesia de Eucharistia, 8, 19).

2. Lo Spirito Santo non mancherà di arricchire la testimonianza di ciascuno con i “doni spirituali e i carismi che Egli elargisce alla Chiesa” (Catechesi del 27 febbraio 1991). Tra questi carismi rivestono importanza peculiare “quelli che servono alla pienezza della vita spirituale”, instillando “il gusto della preghiera”, gusto che non esclude “l’esperienza del silenzio” (cfr Spiritus et sponsa, 13-14). “La rosa vastissima di carismi con i quali lo Spirito Santo partecipa alla Chiesa la sua carità e santità” (Catechesi del 27 febbraio 1991) sarà per voi, carissimi Fratelli e Sorelle che partecipate all’incontro, stimolo a diffondere l’amore a Cristo e alla sua Chiesa, “unica Madre sulla terra” (cfr Pastores gregis, 13) e ad inserire la lode che elevate a Dio, sotto la guida dei vostri Pastori, negli “spazi di creatività e di adattamento che la rendono vicina alle esigenze espressive delle varie regioni, situazioni e culture” (Spiritus et sponsa, 15).

3. Auspico di cuore che il Rinnovamento nello Spirito Santo susciti sempre più nella Chiesa quella conversione interiore senza la quale difficilmente l’uomo può resistere alle lusinghe della carne e alle concupiscenze del mondo. Il nostro tempo ha grandemente bisogno di uomini e donne che, come raggi di luce, sappiano comunicare il fascino del Vangelo e la bellezza della vita nuova nello Spirito. Con la forza travolgente della preghiera di lode e la grazia zampillante della vita sacramentale, lo Spirito elargisce incessantemente i suoi carismi alla Comunità ecclesiale, perché sia costantemente abbellita ed edificata.
Al Vangelo di Cristo occorre, però, corrispondere con l’audacia della fede, che è madre di tutti i miracoli d’amore, con quella ferma fiducia che ci fa impetrare da Dio ogni bene per la salvezza delle anime nostre. Ognuno, pertanto, da vero discepolo di Gesù deve applicarsi senza sosta a seguire i suoi insegnamenti rendendo il proprio cammino di rinnovamento spirituale una permanente scuola di conversione e di santità

4. Essere testimoni delle “ragioni dello Spirito”: questa è la vostra missione, cari membri del Rinnovamento nello Spirito Santo, in una società dove spesso la ragione umana non sembra essere irrorata dalla sapienza che viene dall’Alto. Ponete nell’animo dei credenti che partecipano alle attività dei vostri gruppi e delle vostre comunità un seme di feconda speranza nella quotidiana dedizione di ciascuno ai propri compiti.
Come scrivevo nell’Enciclica sull’Eucaristia “se la visione cristiana porta a guardare ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1), ciò non indebolisce, ma piuttosto stimola il nostro senso di responsabilità verso la terra presente”; ci deve far sentire “più che mai impegnati a non trascurare i doveri della nostra cittadinanza terrena”. Così potrete contribuire ad “edificare un mondo a misura d’uomo e pienamente rispondente al disegno di Dio” (Ecclesia de Eucharistia, 20).
La Vergıne Maria, presente con gli Apostoli nel Cenacolo in attesa della Pentecoste, accompagni i lavori del vostro Convegno. Da parte mia, assicuro uno speciale ricordo nella preghiera, mentre a tutti invio la mia Benedizione.

Roma, 29 aprile 2004

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO PROMOSSO DAL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO
Cari fratelli e sorelle!

Con grande gioia vi accolgo in occasione del quarantesimo anniversario della nascita del Rinnovamento nello Spirito Santo in Italia, espressione del più vasto movimento di rinnovamento carismatico che ha attraversato la Chiesa Cattolica all’indomani del Concilio Ecumenico Vaticano II. Vi saluto tutti con affetto, ad iniziare dal Presidente Nazionale, che ringrazio per le belle parole, piene di Spirito, rivoltemi a nome di tutti voi. Saluto il Consigliere Spirituale, i membri del Comitato e del Consiglio, i responsabili e gli animatori dei Gruppi e delle Comunità sparsi in Italia. In questo vostro pellegrinaggio, che vi offre l’opportunità di sostare in preghiera presso la tomba di san Pietro, possiate rinvigorire la vostra fede, crescere nella testimonianza cristiana e affrontare senza paura, guidati dallo Spirito Santo, gli impegnativi compiti della nuova evangelizzazione.

Sono lieto di incontrarvi nella vigilia di Pentecoste, festa fondamentale per la Chiesa e così significativa per il vostro Movimento, e vi esorto ad accogliere l’amore di Dio che si comunica a noi mediante il dono dello Spirito Santo, principio unificatore della Chiesa. In questi decenni – quarant’anni – vi siete sforzati di offrire il vostro specifico apporto alla diffusione del Regno di Dio e all’edificazione della comunità cristiana, alimentando la comunione con il Successore di Pietro, con i Pastori e con tutta la Chiesa. In diversi modi avete affermato il primato di Dio, al quale va sempre e sommamente la nostra adorazione. E avete cercato di proporre questa esperienza alle nuove generazioni, mostrando la gioia della vita nuova nello Spirito, attraverso un’ampia opera di formazione e molteplici attività legate alla nuova evangelizzazione e alla missio ad gentes. La vostra opera apostolica ha così contribuito alla crescita della vita spirituale nel tessuto ecclesiale e sociale italiano, mediante cammini di conversione che hanno condotto molte persone ad essere risanate in profondità dall’amore di Dio, e molte famiglie a superare momenti di crisi. Non sono mancati nei vostri gruppi giovani che hanno generosamente risposto alla vocazione di speciale consacrazione a Dio nel sacerdozio o nella vita consacrata. Di tutto questo rendo grazie a voi e al Signore!

Cari amici, continuate a testimoniare la gioia della fede in Cristo, la bellezza di essere discepoli di Cristo, la potenza d’amore che il suo Vangelo sprigiona nella storia, come pure l’incomparabile grazia che ogni credente può sperimentare nella Chiesa con la pratica santificante dei Sacramenti e l’esercizio umile e disinteressato dei carismi, che, come dice san Paolo, vanno sempre utilizzati per il bene comune. Non cedete alla tentazione della mediocrità e dell’abitudine! Coltivate nell’animo desideri alti e generosi! Fate vostri i pensieri, i sentimenti, le azioni di Gesù! Sì, il Signore chiama ciascuno di voi ad essere collaboratore infaticabile del suo disegno di salvezza, che cambia i cuori; ha bisogno anche di voi per fare delle vostre famiglie, delle vostre comunità e delle vostre città, luoghi di amore e di speranza.

Nella società attuale viviamo una situazione per certi versi precaria, caratterizzata dalla insicurezza e dalla frammentarietà delle scelte. Mancano spesso validi punti di riferimento a cui ispirare la propria esistenza. Diventa, pertanto, sempre più importante costruire l’edificio della vita e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della Parola di Dio, lasciandosi guidare dal Magistero della Chiesa. Si comprende sempre più il valore determinante dell’affermazione di Gesù, che dice: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia» (Mt 7, 24-25).

Il Signore è con noi, agisce con la forza del suo Spirito. Ci invita a crescere nella fiducia e nell’abbandono alla sua volontà, nella fedeltà alla nostra vocazione e nell’impegno a diventare adulti nella fede, nella speranza e nella carità. Adulto, secondo il Vangelo, non è colui che non è sottoposto a nessuno e non ha bisogno di nessuno. Adulto, cioè maturo e responsabile, può essere solo colui che si fa piccolo, umile e servo davanti a Dio, e che non segue semplicemente i venti del tempo. È necessario, perciò, formare le coscienze alla luce della Parola di Dio e così dare fermezza e vera maturità; Parola di Dio da cui trae senso e spinta ogni progetto ecclesiale e umano, anche per quanto concerne l’edificazione della città terrena (cfr Sal 127,1). Occorre rinnovare l’anima delle istituzioni e fecondare la storia con semi di vita nuova.

Oggi i credenti sono chiamati ad una convinta, sincera e credibile testimonianza di fede, strettamente unita all’impegno della carità. Per mezzo della carità, infatti, anche persone lontane o indifferenti al Messaggio del Vangelo riescono ad avvicinarsi alla verità e convertirsi all’amore misericordioso del Padre celeste. A questo proposito, esprimo compiacimento per quanto fate per diffondere una «cultura della Pentecoste» negli ambienti sociali, proponendo un’animazione spirituale con iniziative in favore di quanti soffrono situazioni di disagio e di emarginazione. Penso in particolare alla vostra opera in favore della rinascita spirituale e materiale dei detenuti e degli ex-detenuti; penso al «Polo di Eccellenza della promozione umana e della solidarietà Mario e Luigi Sturzo», in Caltagirone; come pure al «Centro Internazionale per la Famiglia» di Nazaret, di cui ho avuto la gioia di benedire la prima pietra. Proseguite nel vostro impegno per la famiglia, imprescindibile luogo di educazione all’amore e al sacrificio di sé.

Cari amici del Rinnovamento nello Spirito Santo! Non stancatevi di rivolgervi verso il Cielo: il mondo ha bisogno della preghiera. Servono uomini e donne che sentano l’attrazione del Cielo nella loro vita, che facciano della lode al Signore uno stile di vita nuova. E siate cristiani gioiosi! Vi affido tutti a Maria Santissima, presente nel Cenacolo all’evento della Pentecoste. Perseverate con Lei nell’orazione, camminate guidati dalla luce dello Spirito Santo vivendo e proclamando l’annuncio di Cristo. Vi accompagni la Benedizione Apostolica, che con affetto vi imparto, estendendola a tutti gli aderenti e ai vostri familiari. Grazie!

Piazza San Pietro
Sabato, 26 maggio 2012

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI ALLA 37.ma CONVOCAZIONE NAZIONALE DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO

Parole del Papa ai sacerdoti:

A voi sacerdoti, mi viene di dire una sola parola: vicinanza. Vicinanza a Gesù Cristo, nella preghiera e nell’adorazione. Vicini al Signore, e vicinanza alla gente, al popolo di Dio che è stato affidato a voi. Amate la vostra gente, siate vicini alla gente. Questo è quello che chiedo a voi, questa doppia vicinanza: vicinanza a Gesù e vicinanza alla gente.

Parole del Papa ai giovani:

Sarebbe triste che un giovane custodisse la sua gioventù in una cassaforte: così questa gioventù diventa vecchia, nel peggiore senso della parola; diventa uno straccio; non serve a niente. La gioventù è per rischiarla: rischiarla bene, rischiarla con speranza. E’ per scommetterla su cose grandi. La gioventù è per darla, perché altri conoscano il Signore. Non risparmiate per voi la vostra gioventù: andate avanti!

Parole del Papa alle famiglie:

Le famiglie sono la Chiesa domestica, dove Gesù cresce, cresce nell’amore dei coniugi, cresce nella vita dei figli. E per questo il nemico attacca tanto la famiglia: il demonio non la vuole! E cerca di distruggerla, cerca di far sì che l’amore non sia lì. Le famiglie sono questa Chiesa domestica. Gli sposi sono peccatori, come tutti, ma vogliono andare avanti nella fede, nella loro fecondità, nei figli e nella fede dei figli. Il Signore benedica la famiglia, la faccia forte in questa crisi nella quale il diavolo vuole distruggerla.

Parole del Papa ai disabili:

I fratelli e le sorelle che soffrono, che hanno una malattia, che sono disabili, sono fratelli e sorelle unti dalla sofferenza di Gesù Cristo, imitano Gesù nel momento difficile della sua croce, della sua vita. Questa unzione della sofferenza loro la portano avanti per tutta la Chiesa. Grazie tante, fratelli e sorelle; grazie tante per il vostro accettare ed essere unti dalla sofferenza. Grazie tante per la speranza che voi testimoniate, quella speranza che ci porta avanti cercando la carezza di Gesù.

Parole sugli anziani

Io dicevo a Salvatore che forse manca qualcuno, forse i più importanti: mancano i nonni! Mancano gli anziani, e questi sono l’assicurazione della nostra fede, i “vecchi”. Guardate, quando Maria e Giuseppe portarono Gesù al Tempio, ce n’erano due; e quattro volte, se non cinque – non ricordo bene – il Vangelo dice che “sono stati condotti dallo Spirito Santo”. Di Maria e Giuseppe dicono invece che sono stati condotti dalla Legge. I giovani devono compiere la Legge, gli anziani – come il buon vino – hanno la libertà dello Spirito Santo. E così questo Simeone, che era coraggioso, ha inventato una “liturgia”, e lodava Dio, lodava… ed era lo Spirito che lo spingeva a fare questo. Gli anziani! Sono la nostra saggezza, sono la saggezza della Chiesa; gli anziani che tante volte noi scartiamo, i nonni, gli anziani… E quella nonnina, Anna, ha fatto una cosa straordinaria nella Chiesa: ha canonizzato le chiacchiere! E come lo ha fatto? Così: perché invece di chiacchierare contro qualcuno, andava da una parte all’altra dicendo [di Gesù]: “E’ questo, è questo che ci salverà!”. E questa è una cosa buona. Le nonne e i nonni sono la nostra forza e la nostra saggezza. Che il Signore ci dia sempre anziani saggi! Anziani che diano a noi la memoria del nostro popolo, la memoria della Chiesa. E ci diano anche quello che di loro dice la Lettera agli Ebrei: il senso della gioia. Dice che gli anziani, questi, salutavano le promesse da lontano: che ci insegnino questo.

Preghiera del Papa:

Signore, guarda il tuo popolo in attesa dello Spirito Santo. Guarda i giovani, guarda le famiglie, guarda i bambini, guarda gli ammalati, guarda i sacerdoti, i consacrati, le consacrate, guarda a noi vescovi, guarda tutti. E concedi a noi quella santa ubriachezza, quella dello Spirito, quella che ci fa parlare tutte le lingue, le lingue della carità, sempre vicini ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno di noi. Insegnaci a non lottare fra di noi per avere un pezzo in più di potere; insegnaci ad essere umili, insegnaci ad amare più la Chiesa che il nostro partito, che le nostre “beghe” interne; insegnaci ad avere il cuore aperto per ricevere lo Spirito. Invia, o Signore, il tuo Spirito su di noi! Amen.

Cari fratelli e sorelle!

Vi ringrazio tantissimo per la vostra accoglienza. Sicuramente qualcuno ha fatto sapere agli organizzatori che a me piace tanto questo canto, “Vive Gesù, il Signore”… Quando celebravo nella cattedrale a Buenos Aires la Santa Messa con il Rinnovamento Carismatico, dopo la consacrazione e dopo alcuni secondi di adorazione in lingue, cantavamo questo canto con tanta gioia e con tanta forza, come voi l’avete suonato oggi. Grazie! Mi sono sentito a casa!

Ringrazio il Rinnovamento nello Spirito, l’ICCRS e la Catholic Fraternity per questo incontro con voi, che mi dà tanta gioia. Ringrazio anche per la presenza dei primi che hanno avuto una forte esperienza della potenza dello Spirito Santo; credo che ci sia Patty, qui… Voi, Rinnovamento Carismatico, avete ricevuto un grande dono dal Signore. Voi siete nati da una volontà dello Spirito Santo come “una corrente di grazia nella Chiesa e per la Chiesa”. Questa è la vostra definizione: una corrente di grazia.

Il primo dono dello Spirito Santo, qual è? Il dono di Sé stesso, che è amore e ti fa innamorare di Gesù. E questo amore cambia la vita. Per questo si dice “nascere di nuovo alla vita nello Spirito”. Lo aveva detto Gesù a Nicodemo. Avete ricevuto il grande dono della diversità dei carismi, la diversità che porta all’armonia dello Spirito Santo, al servizio della Chiesa.

Quando penso a voi carismatici, viene a me la stessa immagine della Chiesa, ma in un modo particolare: penso ad una grande orchestra, dove ogni strumento è diverso dall’altro e anche le voci sono diverse, ma tutti sono necessari per l’armonia della musica. San Paolo ce lo dice, nel capitolo XII della Prima Lettera ai Corinzi. Quindi, come in un’orchestra, nessuno nel Rinnovamento può pensare di essere più importante o più grande dell’altro, per favore! Perché quando qualcuno di voi si crede più importante dell’altro o più grande dell’altro, incomincia la peste! Nessuno può dire: “Io sono il capo”. Voi, come tutta la Chiesa, avete un solo capo, un solo Signore: il Signore Gesù. Ripetete con me: chi è il capo del Rinnovamento? Il Signore Gesù! Chi è il capo del Rinnovamento? [la folla:] il Signore Gesù! E possiamo dire questo con la potenza che ci dà lo Spirito Santo, perché nessuno può dire “Gesù è il Signore” senza lo Spirito Santo.

Come voi forse sapete – perché le notizie corrono – nei primi anni del Rinnovamento Carismatico a Buenos Aires, io non amavo molto questi Carismatici. E io dicevo di loro: “Sembrano una scuola di samba!”. Non condividevo il loro modo di pregare e le tante cose nuove che avvenivano nella Chiesa. Dopo, ho incominciato a conoscerli e alla fine ho capito il bene che il Rinnovamento Carismatico fa alla Chiesa. E questa storia, che va dalla “scuola di samba” in avanti, finisce in un modo particolare: pochi mesi prima di partecipare al Conclave, sono stato nominato dalla Conferenza episcopale assistente spirituale del Rinnovamento Carismatico in Argentina.

Il Rinnovamento Carismatico è una grande forza al servizio dell’annuncio del Vangelo, nella gioia dello Spirito Santo. Voi avete ricevuto lo Spirito Santo che vi ha fatto scoprire l’amore di Dio per tutti i suoi figli e l’amore per la Parola. Nei primi tempi si diceva che voi carismatici portavate sempre con voi una Bibbia, il Nuovo Testamento… Lo fate ancora oggi? [la folla:] Sì! Non ne sono tanto sicuro! Se no, tornate a questo primo amore, portare sempre in tasca, nella borsa, la Parola di Dio! E leggere un pezzetto. Sempre con la Parola di Dio.

Voi, popolo di Dio, popolo del Rinnovamento Carismatico, state attenti a non perdere la libertà che lo Spirito Santo ci ha donato! Il pericolo per il Rinnovamento, come spesso dice il nostro caro Padre Raniero Cantalamessa, è quello dell’eccessiva organizzazione: il pericolo dell’eccessiva organizzazione.

Sì, avete bisogno di organizzazione, ma non perdete la grazia di lasciare a Dio di essere Dio! «Tuttavia non c’è maggior libertà che quella di lasciarsi portare dallo Spirito, rinunciando a calcolare e a controllare tutto, e permettere che Egli ci illumini, ci guidi, ci orienti, ci spinga dove Lui desidera. Egli sa bene ciò di cui c’è bisogno in ogni epoca e in ogni momento. Questo si chiama essere misteriosamente fecondi!» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 280).

Un altro pericolo è quello di diventare “controllori” della grazia di Dio. Tante volte, i responsabili (a me piace di più il nome “servitori”) di qualche gruppo o qualche comunità diventano, forse senza volerlo, amministratori della grazia, decidendo chi può ricevere la preghiera di effusione o il battesimo nello Spirito e chi invece non può. Se alcuni fanno così, vi prego di non farlo più, non farlo più! Voi siete dispensatori della grazia di Dio, non controllori! Non fate da dogana allo Spirito Santo!

Nei Documenti di Malines, voi avete una guida, un percorso sicuro per non sbagliare strada. Il primo documento è: Orientamento teologico e pastorale. Il secondo è: Rinnovamento Carismatico ed ecumenismo, scritto dallo stesso Cardinale Suenens, grande protagonista del Concilio Vaticano II. Il terzo è: Rinnovamento Carismatico e servizio all’uomo, scritto dal Card. Suenens e dal Vescovo Helder Camara.

Questo è il vostro percorso: evangelizzazione, ecumenismo spirituale, cura dei poveri e dei bisognosi e accoglienza degli emarginati. E tutto questo sulla base della adorazione! Il fondamento del rinnovamento è adorare Dio!

Mi hanno chiesto di dire al Rinnovamento cosa si aspetta il Papa da voi.

La prima cosa è la conversione all’amore di Gesù che cambia la vita e fa del cristiano un testimone dell’Amore di Dio. La Chiesa si aspetta questa testimonianza di vita cristiana e lo Spirito Santo ci aiuta a vivere la coerenza del Vangelo per la nostra santità.

Aspetto da voi che condividiate con tutti, nella Chiesa, la grazia del Battesimo nello Spirito Santo (espressione che si legge negli Atti degli Apostoli).

Aspetto da voi un’evangelizzazione con la Parola di Dio che annuncia che Gesù è vivo e ama tutti gli uomini.

Che diate una testimonianza di ecumenismo spirituale con tutti quei fratelli e sorelle di altre Chiese e comunità cristiane che credono in Gesù come Signore e Salvatore.

Che rimaniate uniti nell’amore che il Signore Gesù chiede a noi per tutti gli uomini, e nella preghiera allo Spirito Santo per arrivare a questa unità, necessaria per l’evangelizzazione nel nome di Gesù. Ricordate che “il Rinnovamento Carismatico è per sua stessa natura ecumenico… Il Rinnovamento Cattolico si rallegra di quello che lo Spirito Santo realizza nelle altre Chiese” (1 Malines 5,3).

Avvicinatevi ai poveri, ai bisognosi, per toccare nella loro carne la carne ferita di Gesù. Avvicinatevi, per favore!

Cercate l’unità nel Rinnovamento, perché l’unità viene dallo Spirito Santo e nasce dall’unità della Trinità. La divisione, da chi viene? Dal demonio! La divisione viene dal demonio. Fuggite dalle lotte interne, per favore! Fra voi non ce ne siano!

Voglio ringraziare l’ICCRS e la Catholic Fraternity, i due organismi di Diritto Pontificio del Pontificio Consiglio per i Laici al servizio del Rinnovamento mondiale, impegnati a preparare l’incontro mondiale per sacerdoti e vescovi che si terrà a giugno del prossimo anno. So che hanno deciso di condividere anche l’ufficio e lavorare insieme come segno di unità e per gestire al meglio le loro risorse. Mi rallegro molto. Voglio anche ringraziarli perché stanno già organizzando il grande giubileo del 2017.

Fratelli e sorelle, ricordate: adorate Dio il Signore: questo è il fondamento! Adorare Dio. Cercate la santità nella nuova vita dello Spirito Santo. Siate dispensatori della grazia di Dio. Evitate il pericolo dell’eccessiva organizzazione.

Uscite nelle strade a evangelizzare, annunciando il Vangelo. Ricordate che la Chiesa è nata “in uscita”, quella mattina di Pentecoste. Avvicinatevi ai poveri e toccate nella loro carne la carne ferita di Gesù. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo, con quella libertà; e per favore, non ingabbiate lo Spirito Santo! Con libertà!

Cercate l’unità del Rinnovamento, unità che viene dalla Trinità!

E aspetto tutti voi, carismatici del mondo, per celebrare, insieme al Papa, il vostro grande Giubileo nella Pentecoste del 2017 nella Piazza di San Pietro! Grazie!
Stadio Olimpico
Domenica, 1° giugno 2014

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL MOVIMENTO DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO
Carissimi fratelli e sorelle,

buon pomeriggio e benvenuti. Anche l’acqua sia benvenuta perché l’ha fatta il Signore. Apprezzo tanto la risposta che avete dato al mio invito che vi ho fatto nel mese di gennaio per incontrarci qui in piazza San Pietro. Grazie per questa entusiasta e calda risposta. L’anno scorso allo stadio ho condiviso con tutti i presenti alcune riflessioni che mi piacerebbe ricordare oggi – perché sempre è buono ricordare, la memoria -: l’identità del Rinnovamento carismatico cattolico, da cui è nata l’associazione Rinnovamento nello Spirito. Lo farò con le parole del Cardinale Léon-Joseph Suenens, grande protettore del Rinnovamento carismatico, così come lo descrive nel secondo libro delle sue memorie. In primo luogo in questo luogo egli ricorda la straordinaria figura di una donna che tanto fece all’inizio del Rinnovamento carismatico, era la sua collaboratrice che godeva anche della fiducia e all’affetto del Papa Paolo VI. Mi riferisco a Veronica O’Brien: fu lei che chiese al Cardinale di andare negli Stati Uniti a vedere cosa stava succedendo, per vedere con i suoi occhi ciò che lei considerava opera dello Spirito Santo. Fu allora che il Cardinale Suenens conobbe il Rinnovamento carismatico, che definì un “flusso di grazia”, e fu la persona chiave per mantenerlo nella Chiesa. Papa Paolo VI nella Messa del lunedì di Pentecoste nel 1975 lo ringraziò con queste parole: “Nel nome del Signore La ringrazio per aver portato il Rinnovamento carismatico nel cuore della Chiesa”. Non è una novità di alcuni anni fa, il Rinnovamento carismatico ha questa lunga storia e nell’omelia di quella stessa Messa il cardinale disse: “Possa il Rinnovamento carismatico sparire come tale e trasformarsi in una grazia pentecostale per tutta la Chiesa: per essere fedele alla sua origine, il fiume deve perdersi nell’oceano”. Il fiume deve perdersi nell’oceano. Sì, se il fiume si ferma l’acqua marcisce; se il Rinnovamento, questa corrente di grazia non finisce nell’oceano di Dio, nell’amore di Dio, lavora per sé stesso e questo non è di Gesù Cristo, questo è dal maligno, dal padre della menzogna. Il Rinnovamento va, viene da Dio e va a Dio.

Papa Paolo VI ha benedetto questo. Il Cardinale continuò dicendo: “Il primo errore che si deve evitare è includere il Rinnovamento carismatico nella categoria di movimento. Non è un movimento specifico, il Rinnovamento non è un movimento nel senso sociologico comune, non ha fondatori, non è omogeneo e include una gran varietà di realtà, è una corrente di grazia, un soffio rinnovatore dello Spirito per tutti i membri della Chiesa, laici, religiosi sacerdoti e vescovi. E’ una sfida per noi tutti. Uno non fa parte del Rinnovamento, piuttosto il Rinnovamento diventa una parte di noi, a patto che accettiamo la grazia che ci offre”. Qui il cardinale Suenens parla dell’opera sovrana dello Spirito, che senza fondatori umani suscitò la corrente di grazia nel 1967. Uomini e donne rinnovati che, dopo aver ricevuto la grazia del Battesimo nello Spirito, come frutto di questa grazia hanno dato vita ad associazioni, comunità di alleanza, scuole di formazione, scuole di evangelizzazione, congregazioni religiose, comunità ecumeniche, comunità di aiuto ai poveri e bisognosi.

Io stesso sono andato nella comunità di Kkottongnae, nel mio viaggio in Corea, e li ho visitati anche nelle Filippine. Questa corrente di grazia ha due organismi internazionali riconosciuti dalla Santa Sede che stanno al suo servizio e al servizio di tutte le sue espressioni in tutto il mondo: “ICCRS” e “Fraternità cattolica”. Questa è un po’ la storia, la radice.

Allo stadio l’anno scorso ho parlato anche dell’unità nella diversità. Ho fatto l’esempio dell’orchestra. Nella Evangelii gaudium ho parlato della sfera e del poliedro. Non basta parlare di unità, non è un’unità qualsiasi. Non è un’uniformità. Detto così si può intendere come l’unità di una sfera dove ogni punto è equidistante dal centro e non vi sono differenze tra un punto e l’altro. Il modello è il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le parti che in esso mantengono la loro originalità e questi sono i carismi, nell’unità ma nella propria diversità. Unità nella diversità. La distinzione è importante perché stiamo parlando dell’opera dello Spirito Santo, non della nostra. Unità nella diversità di espressione di realtà, tante quante lo Spirito Santo ha voluto suscitare. E’ necessario anche ricordare che il tutto, cioè questa unità, è più della parte, e la parte non può attribuirsi di essere il tutto. Non si può dire per esempio: “Noi siamo la corrente denominata Rinnovamento carismatico cattolico e voi no”. Questo non si può dire. Per favore, fratelli, questo è così, non viene dallo Spirito, lo Spirito Santo soffia dove vuole, quando vuole e come vuole. Unità nella diversità e nella verità che è Gesù stesso. Qual è il segno comune di coloro che sono rinati da questa corrente di grazia? Convertirsi in uomini e donne nuovi, questo è il Battesimo nello Spirito. Vi chiedo di leggere Giovanni 3, versetti 7-8: Gesù a Nicodemo, la rinascita nello Spirito.

C’è un altro punto che è molto importante chiarire, in questa corrente di grazia: quelli che guidano. Esiste cari fratelli e sorelle una grande tentazione per i leader – lo ripeto, preferisco il termine servitori, che servono –; e questa tentazione per i servitori viene dal demonio, la tentazione di credersi indispensabili, qualunque sia l’incarico. Il demonio li porta a volere essere quelli che comandano, quelli che sono al centro e così, passo dopo passo, scivolano nell’autoritarismo, nel personalismo e non lasciano vivere le comunità rinnovate nello Spirito. Questa tentazione fa sì che sia “eterna” la posizione di coloro che si considerano insostituibili, posizione che sempre ha una qualche forma di potere o di sovrastare sugli altri. Abbiamo chiaro questo: l’unico insostituibile nella Chiesa è lo Spirito Santo, e Gesù è l’unico Signore. Vi domando: chi è l’unico insostituibile nella Chiesa? [piazza: Lo Spirito Santo!] E chi è l’unico Signore? [piazza: Gesù!] Diciamo che il Signore Gesù è il Signore, lodiamo Gesù, forte! Gesù è il Signore! Non ce ne sono altri. In questo senso ci sono stati casi tristi. Si deve mettere un tempo limitato agli incarichi, che in realtà sono servizi. Un servizio importante dei leader, dei leader laici, è far crescere, maturare spiritualmente e pastoralmente coloro che prenderanno il loro posto al termine del loro servizio. Tutti i servizi nella Chiesa è conveniente che abbiano una scadenza, non ci sono leader a vita nella Chiesa. Questo avviene in alcuni Paesi dove esiste la dittatura. “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”, dice Gesù. Questa tentazione, che è del diavolo, ti fa passare da servitore a padrone, tu ti impadronisci di quella comunità, di quel gruppo. Questa tentazione ti fa anche scivolare nella vanità. E c’è tanta gente – abbiamo sentito queste due testimonianze, della coppia e quella di Ugo – quante tentazioni portano a fare soffrire una comunità e impediscono di fare il bene, e diventano un’organizzazione come se fosse una ONG; e il potere ci porta – scusatemi ma lo dico: quanti leader diventano pavoni? – il potere porta alla vanità! E poi ti senti capace di fare qualsiasi cosa, puoi scivolare negli affari, perché il diavolo sempre entra per il portafogli, il diavolo: questa è la porta d’entrata.

Altra cosa sono i fondatori che hanno ricevuto dallo Spirito santo il carisma di fondazione. Essi per averlo ricevuto hanno l’obbligo di curarlo facendolo maturare nelle loro comunità e associazioni. I fondatori rimangono tali a vita, cioè sono quelli che ispirano, danno l’ispirazione, ma lasciano che la cosa vada avanti. Io ho conosciuto a Buenos Aires un bravo fondatore, che a un certo punto è diventato spontaneamente l’assessore, e lasciava che i leader fossero gli altri.

Questa corrente di grazia ci porta avanti in un cammino di Chiesa che in Italia ha dato molto frutto, vi ringrazio. Vi incoraggio ad andare avanti. Chiedo il vostro importante contributo in particolare per impegnarvi a condividere con tutti nella Chiesa il Battesimo che avete ricevuto. Avete vissuto questa esperienza, condividetela nella Chiesa. E questo è il servizio molto importante, più importante che si possa dare a tutti nella Chiesa. Aiutare il popolo di Dio nell’incontro personale con Gesù Cristo, che ci cambia in uomini e donne nuove, in piccoli gruppi, umili ma efficaci perché è lo Spirito che opera. Non guardare tanto a fare grandi raduni che spesso finiscono lì, ma alle relazioni “artigianali” derivanti dalla testimonianza, in famiglia, nel lavoro, nella vita sociale, nelle parrocchie, nei gruppi di preghiera, con tutti! E qui vi chiedo di prendere l’iniziativa per creare legami di fiducia e di cooperazione con i vescovi, che hanno la responsabilità pastorale di guidare il corpo di Cristo, incluso il Rinnovamento carismatico. Incominciate a prendere delle iniziative necessarie perché tutte le realtà carismatiche italiane nate dalla corrente di grazia, possano vincolarsi con questi legami di fiducia e di cooperazione direttamente con i loro vescovi lì dove si trovano.

C’è un altro segno forte dello Spirito nel Rinnovamento carismatico: la ricerca dell’unità del Corpo di cristo. Voi carismatici avete una grazia speciale per pregare e lavorare per l’unità dei cristiani, perché la corrente di grazia attraversa tutte le Chiese cristiane. L’unità dei cristiani è opera dello Spirito Santo e dobbiamo pregare insieme. L’ecumenismo spirituale, l’ecumenismo della preghiera. “Ma, padre, io posso pregare con un evangelico, con un ortodosso, con un luterano?” – “Devi, devi! Avete ricevuto lo stesso Battesimo”. Tutti noi abbiamo ricevuto lo stesso battesimo, tutti noi andiamo sulla strada di Gesù, vogliamo Gesù. Tutti noi abbiamo fatto queste divisioni nella storia, per tanti motivi, ma non buoni. Ma adesso è proprio il tempo in cui lo Spirito ci fa pensare che queste divisioni non vanno, che queste divisioni sono una contro-testimonianza, e dobbiamo fare del tutto per andare insieme: l’ecumenismo spirituale, l’ecumenismo della preghiera, l’ecumenismo del lavoro, ma della carità insieme, l’ecumenismo della lettura della Bibbia insieme… Andare insieme verso l’unità. “Ma, padre, per questo dobbiamo firmare un documento?“ – “Ma lasciati portare avanti dallo Spirito Santo, prega, lavora, ama e poi lo Spirito farà il resto!”.

Questa corrente di grazia attraversa tutte le confessioni cristiane, tutti noi che crediamo in Cristo. L’unità prima di tutto nella preghiera. Il lavoro per l’unità dei cristiani incomincia con la preghiera. Pregare insieme.

Unità perché il sangue dei martiri di oggi ci fa uno. C’è l’ecumenismo del sangue. Noi sappiamo che quando quelli che odiano Gesù Cristo uccidono un cristiano, prima di ucciderlo, non gli domandano: “Ma tu sei luterano, tu sei ortodosso, tu sei evangelico, tu sei battista, tu sei metodista?”. Tu sei cristiano! E tagliano la testa. Questi non confondono, sanno che c’è una radice lì, che dà vita a tutti noi e che si chiama Gesù Cristo, e che c’è lo Spirito santo che ci porta verso l’unità! Quelli che odiano Gesù Cristo guidati dal maligno non sbagliano, sanno e per questo uccidono senza fare domande.

E questa è una cosa che io vi affido, forse vi ho raccontato questo, ma è una storia vera. E’ una storia vera. In una città della Germania, Amburgo, c’era un parroco che studiava gli scritti per portare avanti la causa di beatificazione di un sacerdote ucciso dal nazismo, ghigliottinato. Il motivo? Insegnava il catechismo ai bambini. E, mentre studiava, ha scoperto che dopo di lui era stato ghigliottinato, 5 minuti dopo, un pastore luterano per lo stesso motivo. E il sangue di tutti e due si è mischiato: tutti e due martiri, tutti e due martiri. E’ l’ecumenismo del sangue. Se il nemico ci unisce nella morte, chi siamo noi per dividerci nella vita? Lasciamo entrare lo Spirito, preghiamo per andare avanti tutti insieme. “Ma ci sono differenze!”. Lasciamole da parte, camminiamo con quello che abbiamo in comune, che è abbastanza: c’è la Santa Trinità, c’è il Battesimo. Andiamo avanti, con la forza dello Spirito Santo.

Pochi mesi fa, anche quei ventitré egiziani copti che sono stati sgozzati sulla spiaggia della Libia; e in quel momento dicevano il nome di Gesù. “Ma non sono cattolici…”. Ma sono cristiani, sono fratelli, sono i nostri martiri! L’ecumenismo del sangue. 50 anni fa, il beato Paolo VI, nella canonizzazione dei giovani martiri dell’Uganda, ha fatto riferimento al fatto che per lo stesso motivo hanno versato il sangue anche i loro compagni catechisti anglicani. Erano cristiani, erano martiri. Scusatemi, non scandalizzatevi, sono i nostri martiri! Perché hanno dato la via per Cristo, e questo è l’ecumenismo del sangue. Pregare facendo memoria dei nostri martiri comuni.

Unità nel lavoro insieme per i poveri e i bisognosi, che pure hanno bisogno del Battesimo nello Spirito Santo. Sarebbe molto bello organizzare seminari di vita nello Spirito, insieme ad altre realtà carismatiche cristiane, per i fratelli e le sorelle che vivono in strada: anche loro hanno lo Spirito dentro che spinge, perché qualcuno spalanchi la porta da fuori.

E’ finita la pioggia, sembra. E’ finito il caldo. Il Signore è buono, prima ci dà il caldo, poi una bella doccia! E’ con noi. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo, da questa corrente di grazia, che va avanti e cerca sempre l’unità. Nessuno è il padrone. Un solo Signore. Chi è? [piazza: “Gesù!”] Gesù è il Signore! Vi ricordo: il Rinnovamento carismatico è una grazia pentecostale per tutta la Chiesa. D’accordo? [piazza: “Sì!”] Se qualcuno non è d’accordo alzi la mano!

L’unità nella diversità dello Spirito, non qualsiasi unità, la sfera e il poliedro, ricordatevi bene questo. L’esperienza comune del battesimo dello Spirito Santo e il vincolo fraterno e diretto con il vescovo diocesano, perché il tutto è più della parte. Poi, unità del Corpo di Cristo: pregare insieme con gli altri cristiani, lavorare insieme con gli altri cristiani per i poveri e i bisognosi. Tutti noi abbiamo lo stesso Battesimo. Organizzare seminari di vita nello Spirito per i fratelli che vivono nella strada, anche per i fratelli emarginati da tante sofferenza della vita. Mi permetto di ricordare la testimonianza di Ugo. Il Signore lo ha chiamato proprio perché lo Spirito Santo gli ha fatto vedere la gioia di seguire Gesù. Organizzare seminari di vita nello Spirito Santo per le persone che vivono nella strada.

E poi, se il Signore ci dà vita, vi aspetto tutti insieme all’incontro dell’ICCRS e della Fraternità cattolica, che già lo stanno organizzando, tutti voi e tutti quelli che vogliono venire a Pentecoste nel 2017 – non è tanto lontano! – qui in piazza San Pietro per celebrare il Giubileo d’oro di questa corrente di grazia. Una opportunità per la Chiesa, come disse il beato Paolo VI nella Basilica di San Pietro, nel 1975. Ci riuniremo a rendere grazie allo Spirito Santo per il dono di questa corrente di grazia che è per la Chiesa e per il mondo, e per celebrare le meraviglie che lo Spirito Santo ha fatto nel corso di questi 50 anni, cambiando la vita di milioni di cristiani.

Ancora grazie per aver risposto con gioia al mio invito. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi protegga. E per favore non dimenticatevi di pregare per me, perché ne ho bisogno, grazie!

E con le Bibbie, con la Parola di Dio, andate, predicate la novità che ci ha dato Gesù. Predicate ai poveri, agli emarginati, ai ciechi, ai malati, ai carcerati, a tutti gli uomini e le donne. In ognuno c’è lo Spirito, dentro, che vuole essere aiutato a spalancare la porta per farlo rivivere. Il Signore vi accompagni in questa missione, sempre con la Bibbia in mano, sempre con il Vangelo in tasca, con la Parola di Cristo.

Preghiera del Papa:

Ti adoriamo, Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Padre, inviaci lo Spirito Santo che Gesù ci ha promesso. Egli ci guiderà verso l’unità. Egli è Colui che dà i carismi, che opera la varietà nella Chiesa, ed è Lui che fa l’unità. Inviaci lo Spirito Santo, che ci insegni tutto quello che Gesù ci ha insegnato e ci dia la memoria di quello che Gesù ha detto. Gesù, Signore, Tu hai chiesto per tutti noi la grazia dell’unità in questa Chiesa che è Tua, non è nostra. La storia ci ha divisi. Gesù, aiutaci ad andare sulla strada dell’unità o di questa diversità riconciliata. Signore, Tu sempre fai quello che hai promesso, donaci l’unità di tutti i cristiani. Amen.

Piazza San Pietro
Venerdì, 3 luglio 2015

 

VEGLIA DI PREGHIERA DI PENTECOSTE IN OCCASIONE DEL “GIUBILEO D’ORO” DEL RINNOVAMENTO CARISMATICO CATTOLICO

Fratelli e sorelle, grazie della testimonianza che voi date oggi, qui: grazie! Ci fa bene a tutti, fa bene anche a me, a tutti!

Nel primo capitolo del libro degli Atti degli Apostoli leggiamo: «Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo» (1,4-5)‎.

«E mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (At 2,1-4)‎.

Oggi siamo qui come in un Cenacolo a cielo aperto, perché non abbiamo paura: a cielo aperto, e anche con il cuore aperto alla promessa del Padre. Siamo riuniti “tutti noi credenti”, tutti quelli che professiamo che “Gesù è il Signore”, “Jesus is the Lord”. Molti sono venuti da diverse parti del mondo e lo Spirito Santo ci ha riuniti per stabilire legami di amicizia fraterna che ci incoraggino nel cammino verso l’unità, l’unità per la missione: non per stare fermi, no, per la missione, per proclamare che Gesù è il Signore – “Jesús es el Señor” -, per annunciare insieme l’amore del Padre per tutti i suoi figli. Per annunciare la Buona Novella a tutti i popoli. Per dimostrare che la pace è possibile. Non è tanto facile dimostrare a questo mondo di oggi che la pace è possibile, ma nel nome di Gesù possiamo dimostrare con la nostra testimonianza che la pace è possibile! Ma è possibile se noi siamo in pace tra noi. Se noi accentuiamo le differenze, siamo in guerra tra noi e non possiamo annunciare la pace. La pace è possibile a partire dalla nostra confessione che Gesù è il Signore e dalla nostra evangelizzazione in questo cammino [di unità]. E’ possibile. Mostrando che abbiamo differenze – questo è ovvio, abbiamo differenze -, ma che desideriamo essere una diversità riconciliata. Ecco, questa parola non dobbiamo dimenticarla ma dirla tutti: diversità riconciliata. E questa parola non è mia, è di un fratello luterano. Diversità riconciliata.

Ed ora siamo qui, e siamo molti! Ci siamo riuniti a pregare insieme, a chiedere la venuta dello Spirito Santo sopra ciascuno di noi, per uscire nelle vie della città e del mondo a proclamare la signoria di Gesù Cristo.

Il Libro degli Atti afferma: «Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio» (2,9-11)‎. Parlare nella stessa lingua, ascoltare, capire… Ci sono le differenze, ma lo Spirito ci fa capire il messaggio della risurrezione di Gesù nella nostra propria lingua.

Siamo riuniti qui credenti provenienti da 120 Paesi del mondo, a celebrare la sovrana opera dello Spirito Santo nella Chiesa, che prese l’avvio 50 anni fa e diede inizio…a una istituzione? No. A una organizzazione? No. A una corrente di grazia, alla corrente di grazia del Rinnovamento Carismatico Cattolico. Opera che nacque… cattolica? No. Nacque ecumenica! Nacque ecumenica perché è lo Spirito Santo che crea l’unità ed è il medesimo Spirito Santo che diede l’ispirazione perché fosse così. E’ importante leggere le opere del cardinale Suenens su questo, è molto importante.

La venuta dello Spirito Santo trasforma uomini chiusi a causa della paura in coraggiosi testimoni di Gesù. Pietro, che aveva rinnegato Gesù tre volte, ricolmo della forza dello Spirito Santo proclama: «Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso» (At 2,36).‎ E questa è la professione di fede di ogni cristiano! “Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che è stato crocifisso”. Siete d’accordo su questa professione di fede? [rispondono: Sì!] E’ la nostra, di tutti, tutti, la stessa!

La Parola prosegue dicendo: «Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (At 2,44-45). Vendevano e aiutavano i poveri. C’erano alcuni “furbi” – pensiamo ad Anania e Saffira – sempre ce ne sono, ma tutti i credenti, la maggioranza, si aiutavano. «Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati» (At 2,46-47). La comunità cresceva, e c’era lo Spirito che ispirava. A me piace tanto pensare a Filippo, quando l’angelo gli disse: “Va’ sulla strada di Gaza e trova quel proselito, ministro dell’economia della regina di Etiopia, Candace”. Era un proselito e leggeva Isaia. E Filippo gli spiegò la Parola, proclamò Gesù, e quello si convertì. E a un certo punto, disse: “Qui c’è dell’acqua: voglio essere battezzato”. Era lo Spirito che spinse Filippo ad andare là, ed è stato dall’inizio lo Spirito a spingere tutti i credenti a proclamare il Signore.

Oggi abbiamo scelto di riunirci qui, in questo luogo – lo ha detto il pastore Traettino – perché qui, durante le [antiche] persecuzioni vennero martirizzati dei cristiani, per il divertimento di quelli che stavano a guardare. Oggi ci sono più martiri di ieri! Oggi ci sono più martiri, cristiani. Quelli che uccidono i cristiani, prima di ucciderli non domandano loro: “Tu sei ortodosso? Tu sei cattolico? Tu sei evangelico? Tu sei luterano? Tu sei calvinista?”. No. “Tu sei cristiano?” – “Sì”: sgozzato, subito. Oggi ci sono più martiri che nei primi tempi. E questo è l’ecumenismo del sangue: ci unisce la testimonianza dei nostri martiri di oggi. In diversi posti del mondo il sangue cristiano viene sparso. Oggi è più urgente che mai l’unità dei cristiani, uniti per opera dello Spirito Santo, nella preghiera e nell’azione per i più deboli. Camminare insieme, lavorare insieme. Amarci. Amarci. E insieme cercare di spiegare le differenze, metterci d’accordo, ma in cammino! Se noi rimaniamo fermi, senza camminare, mai, mai ci metteremo d’accordo. E’ così, perché lo Spirito ci vuole in cammino.

50 anni di Rinnovamento Carismatico Cattolico. Una corrente di grazia dello Spirito! E perché corrente di grazia? Perché non ha né fondatore, né statuti, né organi di governo. Chiaramente in questa corrente sono nate molteplici espressioni che, certo, sono opere umane ispirate dallo Spirito, con vari carismi, e tutte al servizio della Chiesa. Ma alla corrente non si possono porre dighe, né si può rinchiudere lo Spirito Santo in una gabbia!

Sono passati 50 anni. Quando si giunge a questa età le forze cominciano a declinare. E’ la metà della vita – nella mia terra diciamo “el cincuentazo” -, le rughe diventano più profonde – a meno che tu non ti trucchi, ma le rughe ci sono –, i capelli grigi aumentano, e incominciamo anche a dimenticarci alcune cose…‎

50 anni è un momento della vita adatto per fermarci e fare una riflessione. E’ il momento della riflessione: la metà della vita. E io vi direi: è il momento per andare avanti con più forza, lasciandoci alle spalle la polvere del tempo che abbiamo lasciato accumulare, ringraziando per quello che abbiamo ricevuto e affrontando il nuovo con fiducia nell’azione dello Spirito Santo!

La Pentecoste fa nascere la Chiesa. Lo Spirito Santo, la promessa del Padre annunciata da Gesù Cristo, è Colui che fa la Chiesa, la sposa dell’Apocalisse, un’unica sposa! Lo ha detto il pastore Traettino: una sposa ha il Signore!

Il dono più prezioso che tutti noi abbiamo ricevuto è il Battesimo. Ed ora lo Spirito ci conduce nel cammino di conversione che attraversa tutto il mondo cristiano e che è una spinta in più perché il Rinnovamento Carismatico Cattolico sia un luogo privilegiato per percorrere la via verso l’unità!

Questa corrente di grazia è per tutta la Chiesa, non solo per alcuni; nessuno di noi è il “padrone” e tutti gli altri servi. No. Tutti siamo servi di questa corrente di grazia.

Insieme a questa esperienza, voi ricordate continuamente alla Chiesa la forza della preghiera di lode. Lode che è la preghiera di riconoscenza e azione di grazie per l’amore gratuito di Dio. Può darsi che questo modo di pregare non piaccia a qualcuno, ma è certo che si inserisce pienamente nella tradizione biblica. I Salmi, per esempio: Davide che danzava davanti all’Arca dell’Alleanza, pieno di giubilo… E per favore, non cadiamo nell’atteggiamento di cristiani con il “complesso di Micol”, che si vergognava di come Davide lodava Dio [danzando davanti all’Arca].

Giubilo, allegria, gioia frutto della medesima azione dello Spirito Santo! Il cristiano o sperimenta la gioia nel suo cuore o c’è qualcosa che non funziona. La gioia dell’annuncio della Buona Novella del Vangelo. Gesù nella sinagoga di Nazareth legge il brano di Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19; cfr Is 61,1-2). Il lieto annuncio: non dimenticare questo. Il lieto annuncio: l’annuncio cristiano è sempre lieto. Il terzo documento di Malines, “Rinnovamento Carismatico e Servizio all’Uomo”, scritto dal Cardinale Suenens e da Dom Helder Camara, è chiaro: rinnovamento carismatico e anche servizio all’uomo.

Battesimo nello Spirito Santo, lode, servizio all’uomo. Le tre cose sono indissolubilmente unite. Posso dar lode in modo profondo, ma se non aiuto i più bisognosi, non basta. «Nessuno tra loro era bisognoso» (At 4,34), diceva il Libro degli Atti. Non verremo giudicati per la nostra lode ma per quanto abbiamo fatto per Gesù. “Ma Signore, quando lo abbiamo fatto per te? Quando lo avete fatto per uno di questi piccoli, lo avete fatto a me” (cfr Mt 25,39-40).

Care sorelle e cari fratelli, vi auguro un tempo di riflessione, di memoria delle origini; un tempo per lasciarvi alle spalle tutte le cose aggiunte dal proprio io e trasformarle in ascolto e accoglienza gioiosa dell’azione dello Spirito Santo, che soffia dove e come vuole!

Ringrazio la Fraternità Cattolica e la ICCRS per l’organizzazione di questo Giubileo d’Oro, per questa Veglia. E ringrazio ognuno dei volontari che l’hanno reso possibile, molti dei quali si trovano qui. Ho voluto salutare i membri dello staff dell’ufficio quando sono arrivato, perché so che hanno lavorato molto. E non a pagamento! Hanno lavorato molto. La maggioranza sono giovani di diversi continenti. Che il Signore li benedica tanto!

Ringrazio in particolare per il fatto che la richiesta che vi ho fatto due anni fa, di dare al Rinnovamento Carismatico mondiale un unico servizio internazionale basato qui, abbia incominciato a concretizzarsi negli Atti Costitutivi di questo nuovo unico servizio. È il primo passo, ne seguiranno altri, però presto l’unità, opera dello Spirito Santo, sarà una realtà. «Io faccio nuove tutte le cose», dice ‎il Signore (Ap 21,5).‎

Grazie, Rinnovamento Carismatico Cattolico, per quello che avete dato alla Chiesa in questi 50 anni! La Chiesa conta su di voi, sulla vostra fedeltà alla Parola, sulla vostra disponibilità al servizio e sulla testimonianza di vite trasformate dallo Spirito Santo!

Condividere con tutti nella Chiesa il Battesimo nello Spirito Santo, lodare il Signore senza sosta, camminare insieme con i cristiani di diverse Chiese e comunità cristiane nella preghiera e nell’azione per i più bisognosi, servire i più poveri e gli infermi: questo si attendono la Chiesa e il Papa da voi, Rinnovamento Carismatico Cattolico, ma da voi tutti: tutti, tutti voi che siete entrati in questa corrente di grazia! Grazie.
Circo Massimo
Sabato, 3 giugno 2017