Incontro di preghiera Comunitaria – Giovedì 28 settembre

Print Friendly, PDF & Email

Da questo giovedì ci siamo presi l’impegno di riportare quello che il Signore ci dice durante gli incontri, per non dimenticare e per capire meglio le sue parole.

Nell’incontro settimanale di giovedì 28 settembre, il Signore ci ha voluto rassicurare ricordandoci che non dobbiamo temere e continuare a confidare in lui. «Ma a voi che siete miei amici, io dico: Non temete coloro che uccidono il corpo, e che dopo ciò, non possono far nulla di più; ma io vi mostrerò chi dovete temere: Temete colui che, dopo aver ucciso, ha potestà di gettar nella geenna. Sì, vi dico, temete Lui.   Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno d’essi è dimenticato dinanzi a Dio; anzi, perfino i capelli del vostro capo son tutti contati. Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri». (Luca 12, 14-7)

Ci chiama amici, ci considera importanti ognuno di noi. Non dobbiamo temere le difficoltà o le avversità, anche se appaiono impossibili da superare «… perché io sarò con te per salvarti e per liberarti». L’unico degno di rendere gloria e onore è il Signore (Geremia 15, 20-21).

Il Signore ci ha anche ricordato che per affrontare tutto questo bisogna essere puri di cuore e semplici come bambini. Attraverso la conversione del nostro cuore, il Signore può operare meraviglie. «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me» (Matteo 18, 1-5). Ma cosa significa accogliere uno solo di questi bambini, come dice il Signore? Accettare il prossimo, soprattutto che ha bisogno di essere curato, seguito, incoraggiato. Essere come un genitore verso i fratelli che hanno più difficoltà. Prenderli per mano e non scordarci di loro. Perché ogni volta che non ci scorderemo di loro, avremo accolto Gesù, ogni volta che avremo girato le spalle a loro, lo avremo fatto al Signore.

Quindi possiamo chiudere sintetizzando con una riflessione che ci deve accompagnare: fede, speranza e carità.

di Vito Puddu

Autore dell'articolo: Comunità Hosanna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *