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Rinnovamento Carismatico Cattolico

Nascita e inizi

Siamo negli anni 60 in pieno Concilio Vaticano II e i Padri conciliari si stanno interrogando tra le altre cose, anche sul significato dei carismi e sulla loro permanenza o meno nella Chiesa. La tesi del Cardinal Ernesto Ruffini sostiene che, abbondanti al momento della sua fondazione e della sua prima espansione, essi siano poi venuti meno, fino quasi a scomparire. Quella del Cardinal Léon Joseph Suenens, distinguendo tra carismi “eccezionali” e “più ordinari”, mostra invece come essi siano doni permanenti e multiformi che lo Spirito Santo dà ai Cristiani di ogni tempo, in quanto la nozione stessa di Chiesa comprende inscindibilmente la dimensione carismatica accanto a quella istituzionale. L’istituzione stessa, anzi, non può nascere se non come carisma, come dono dall’Alto.

 

Il Rinnovamento ha inizio a un anno di distanza appena dalla conclusione del Concilio: non “programmato” dagli uomini, non preventivato, con modalità che, come vedremo, a quest’epoca non sono affatto consone allo stile del Cattolicesimo; ma in realtà “la” risposta, una risposta sovrabbondante, alle istanze di rinnovamento che si elevano da tutta la Chiesa e che Papa Giovanni XXIII sintetizza in una preghiera bellissima, che non rimarrà inascoltata:«O Divino Spirito… rinnova nella nostra epoca i prodigi come di una novella Pentecoste».

Siamo a Pittsburg, in Pennsylvania (USA) ed è il febbraio 1967. Protagonista è un piccolo gruppo di professori e studenti dell’Università Cattolica Duquesne, fra cui il professore di storia William Storey e il teologo Ralph Keifer che, impegnati da anni nella preghiera e nell’apostolato, provano tuttavia una profonda insoddisfazione per quello che hanno raggiunto nella loro vita e che sentono essere solo una perfezione umana, priva dell’impulso potente dello Spirito. Tanto più che hanno letto il libro del pastore pentecostale David Wilkerson, “La croce e il pugnale”, che parla di eventi straordinari prodotti dall’azione concreta dello Spirito in mezzo alle bande giovanili di New York, e anche quello del giornalista John Sherrill, “Essi parlano in altre lingue”, che descrive la vita delle comunità pentecostali negli Stati Uniti, evidenziando quelle manifestazioni carismatiche che nella Chiesa Cattolica sembrano sparite da tempo.

Hanno conosciuto anche la realtà di questa particolare forma di preghiera e fatto esperienza di alcuni doni, come quello delle lingue. Così decidono di costituire anch’essi un piccolo Cenacolo, per invocare e attendere una nuova Pentecoste.

Ed è veramente quello che accade: riuniti per un ritiro di fine settimana, che diverrà celebre come il “weekend Duquesne”, quanti sono presenti a questa veglia si trovano a sperimentare le stesse manifestazioni descritte negli Atti degli Apostoli, quando la “Forza dall’Alto”, promessa da Gesù prima della sua Ascensione al cielo, riempie e incendia di Sé gli Apostoli e i discepoli, e li trasforma e abilita alla stessa missione di Gesù, e li colma di doni straordinari, per i quali si sentono come ubriachi e resi capaci di fare cose più grandi di loro.

Patti Gallagher è una di questi studenti e testimonia di questa Pentecoste che, mai sopita nella Chiesa, ora torna a manifestarsi con vigore: c’è chi piange e chi ride per l’ebbrezza, chi rimane in estasi per un tempo che non sa più quantificare, chi si sente inondare da un amore che non ha confini ed è per tutti.

Così come è avvenuto a Gerusalemme duemila anni fa, l’eco di questi avvenimenti si propaga velocemente e arriva ad altre Università. Quella di Notre Dame a South Bend, nell’Indiana (USA), decide di organizzare anch’essa un ritiro di fine settimana, nel quale ugualmente si manifesta una grande potenza carismatica; e ugualmente avviene nella parrocchia dell’Università di East Lansing, dove prestano la loro opera due professori laici, Steve Clark e Ralph Martin, interessati fin dall’inizio a questa avventura e in seguito fra i leader del Movimento a livello mondiale.

In occasione della Pasqua, l’Università di Notre Dame prepara un ritiro nel quale sia possibile anche riflettere su quanto sta avvenendo. L’iniziale numero previsto per i partecipanti si moltiplica però rapidamente e la cosa finisce per attirare l’attenzione della stampa. Anche gli studenti dei corsi estivi, che affluiscono in gran numero alle riunioni di preghiera e al seminario informativo tenuto da p. Edward O’Connor, una volta tornati nelle loro città contribuiscono non poco alla diffusione del Rinnovamento.

In autunno Steve Clark e Ralph Martin si trasferiscono nell’Università di Ann Arbor, nel Michigan (USA) e qui danno vita al primo nucleo di quella che diverrà ben presto una grande Comunità carismatica, “The word of God”; qui nascerà anche la rivista mensile “New Covenant”, di tendenza ecumenica, e qui affluiranno in seguito i responsabili del Rinnovamento delle altre Nazioni per essere formati e maturare.

Il Rinnovamento si estende infatti con rapidità nel resto degli Stati Uniti, in Canada, nell’America Latina e quindi in Europa e negli altri continenti, assumendo via via sfumature particolari a seconda dei popoli che l’accolgono.

Il primo Convegno internazionale ha luogo proprio fuori dagli Stati Uniti, a Roma, e per espresso volere degli organizzatori vi possono partecipare solo 10.000 persone, provenienti da 50 Paesi.

È il maggio 1975 e, come ci raccontano i più anziani, quanti svolgono il servizio d’ordine dentro la basilica di S. Pietro si ritrovano a piangere, sorpresi e commossi, nell’ascoltare il canto in lingue che si innalza possente da questo variopinto popolo carismatico. È anche in questa circostanza che il Papa Paolo VI definisce il Rinnovamento una “chance” per la Chiesa e per il mondo; e chance non significa solo speranza, ma soprattutto opportunità da saper cogliere, da far fruttare.

Tale espansione impone pertanto l’esigenza di un organismo che possa favorire lo scambio di esperienze, che abbia l’autorità per organizzare Conferenze per leader e Convegni internazionali (pur rimanendo nell’ambito del servizio e non del governo), che si ponga come la voce ufficiale, alla quale i Vescovi interessati e tutti fedeli possono rivolgersi per avere risposte chiare. Nel 1970, presso l’Università di Notre Dame, comincia così a funzionare un “Communication Center”, che nel 1976 diventa “International Communication Office” (ICO) e viene trasferito in Belgio, di modo che Steve Clark e Ralph Martin, che ne sono stati i promotori, possano collaborare meglio con il Cardinal Suenens, Consigliere Episcopale del Movimento.

Nel 1981, divenuto “International Catholic Charismatic Renewal Office” (ICCRO) e posto sotto la direzione di p. Tom Forrest, si sposta a Roma, in Via Ferruccio; e quindi, nel 1993, prenderà l’attuale denominazione di “International Catholic Charismatic Renewal Services” (ICCRS) e troverà la sua collocazione definitiva nel Palazzo della Cancelleria, Stato Città del Vaticano.

La cosa che più convince sono i frutti spirituali che si possono cogliere indistintamente in persone così diverse per età, cultura, estrazione sociale: primo fra tutti è l’esperienza “viva e tangibile” che tutti si trovano a fare della Persona dello Spirito Santo, che viene riscoperto come Realtà presente e operante.Ne consegue la scoperta e l’esercizio concreto dei carismi e doni spirituali (ricevuti già nel battesimo e nella cresima, ma rimasti spesso inoperosi nell’anima); doni che – nell’amore e nel discernimento comunitario – vengono messi a servizio del bene comune e questo comporta a sua volta una nuova visione della Chiesa stessa, vista ancor più come Corpo mistico, nel quale ogni membro è chiamato a svolgere attivamente il suo ruolo e dove attingere in modo più consapevole l’immensa ricchezza carismatica e sacramentale.

Il Rinnovamento Carismatico Cattolico, definito spesso con il termine stesso di “movimento” deve essere inteso come “soffio dello Spirito”, che continuamente rinnova e plasma la sua Chiesa, e non come struttura (sebbene spirituale) che miri unicamente alla sua stessa costruzione e al suo accrescimento. Il Rinnovamento è stato piuttosto suscitato per ricordare a tutta la Chiesa: «Tu sei carismatica; tutti i tuoi figli lo sono, dal più grande al più piccolo. E tutti i carismi sono necessari all’edificazione di questo Corpo perché il Signore non fa mai niente di inutile».

Un ulteriore chiarimento va dato a proposito dell’esperienza della persona dello Spirito Santo che ciascuno degli aderenti al Rinnovamento Carismatico è aiutato a fare e che viene chiamata “effusione dello Spirito Santo”. Un esperienza che, come più volte precisato, non si pone in nessun modo come un nuovo sacramento, ma come riscoperta – viva, immediata, esperienziale appunto – di quel sigillo dello Spirito che ci è stato impresso nel battesimo e nella cresima.

E che, naturalmente, comporta anche una nuova diffusione di questa “corrente di grazia” che passa, secondo una felice espressione, “da imposizione delle mani a imposizione delle mani”, percorrendo la Chiesa come un’onda che, lungi dal perdere la sua forza iniziale e decrescere con il passare del tempo, acquista invece man mano nuove energie e nuova consapevolezza di sé.

 

Nascita del Rinnovamento Carismatico in Italia

Nel 1971 il Rinnovamento Carismatico, giunge in seno Chiesa cattolica a Roma, dove nascono, per iniziativa di padre Valeriano Gaudet, ben quattro gruppi di lingua straniera: Lumen Christi, Hosanna, Esperanza, Maranathà e il gruppo italiano Emanuele.

Nel novembre 1973, per iniziativa di Jacqueline e Alfredo Ancillotti, nasce a Roma anche il gruppo Maria che diviene in pochissimo tempo lo strumento maggiormente utilizzato da Dio per la diffusione del Rinnovamento in tutta la Penisola.

Alla vigilia del Natale 1973, lo stesso padre Valeriano Gaudet formulava un auspicio: «Tutti questi gruppi romani sono oggi quanto mai fiorenti… Possano sorgere in questa terra benedetta d’Italia migliaia di cenacoli di preghiera!». Fu una preghiera esaudita da Dio come tutte le altre precedenti invocazioni a lui rivolte dalla Beata Elena Guerra, da Giovanni XXIII, da Paolo VI.

 

Nel gennaio 1974  il gruppo Maria aumentato notevolmente di numero si trasferisce a pregare in un’ampia palestra messa a disposizione dalle suore Pallottine.

Il 1975 segna una tappa fondamentale nel cammino del Rinnovamento carismatico con il III Congresso Internazionale che, in coincidenza con la Pentecoste, si  tiene in Roma presso le catacombe di San Callisto dal 16 al 19 maggio, e con udienza del Santo Padre Paolo VI, il giorno dopo, nella Basilica di S. Pietro. In proposito, la giornalista Franca Zambonini nel suo articolo “Una preghiera in seimila lingue” – pubblicato su Famiglia Cristiana il 15 giugno 1975 – che diffuse in modo eccezionale la conoscenza dell’“evento carismatico” racconta: «Ho visto da vicino questi cat­tolici che portano una ventata nuova nella Chie­sa… Erano seimila, venuti da tutto il mondo…

Pregavano insie­me, una selva di braccia verso il cie­lo, molti a piedi scalzi, quasi tutti con gli occhi chiusi e il sorriso. Poi c’è stato un gran silenzio, e poco dopo un canto: ognuno pronuncia­va parole che non si capivano, e tut­ti insieme facevano un coro molto dolce. Mi è stato spiegato che quel­lo è il canto “in lingue”: seimila persone, seimila lingue diverse… c’è molta armonia… sale alto un accordo che sembrerebbe concertato prima da un coro di professionisti diretti da un maestro. L’unico momento di agitazione è quando il Cappuccino dice: “scambiatevi il segno della pace”. Allora è un gran baciarsi ed abbracciarsi ed ognuno si muove dal suo posto…».

Il 1976 è un anno importante nella storia del rinnovamento Carismatico Italiano. Alfredo e Jacqueline Ancillotti vengono invitati a South Bend negli USA per un corso dedicato ai leader di tutto il mondo sulla Vita Carismatica. Al loro ritorno decideranno di dare vita ad una nuova esperienza Comunitaria e molti Gruppi Maria sparsi per l’italia seguendo questa iniziativa prenderanno il nome di Comunità Maria. Comunicheranno la loro decisione al primo incontro degli animatori Italiani a Triuggio.

Nel 1977  parallelamente alla Comunità Maria che continuava a diffondersi in tutto il territorio Nazionale nasce il primo Comitato Nazionale di Servizio del Rinnovamento nello Spirito, eletto a Milano Marittima e guidato da Mons. Dino Foglio. Da questo momento le due realtà cresceranno separatamente dando vita in questi 40 anni a migliaia di gruppi e Comunità tra le quali la Comunità Hosanna!

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