Il dono della profezia

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Oggi vorrei riflettere sul dono della profezia che è stato senza dubbio importante fin dagli inizi del Rinnovamento Carismatico.
Nella pratica, tuttavia, credo che questo dono è stato spesso trascurato, incompreso, o in alcuni casi addirittura abusato.
Ad esempio, durante un incontro di preghiera a volte rimango deluso dalla mancanza di una vera profezia.
Mi è capitato di aver sentito persone parlare attraverso messaggi profetici con la sensazione che stessero semplicemente esprimendo sentimenti pii in termini profetici.
Ad esempio, più di una volta ho sentito dire: “Popolo mio io voglio dirti che ti amo”.
Era vero, ne sono sicuro, ma era profezia?
In alcune occasioni ho sentito false profezie che si opponevano alla carità o gli insegnamenti della Scrittura e della Chiesa .
Allora mi chiedo quale sia la natura e il ruolo di un’autentica profezia, i motivi per cui dobbiamo desiderarla.
La natura della profezia
Profeta, è una parola che deriva dal greco e significa interprete o portavoce.
In altre parole, un profeta o profetessa è una persona che parla o agisce in nome di Dio, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo .
Nel commento a 1 Corinzi di san Tommaso d’Aquino si legge che la profezia è soprattutto una “rivelazione divina , che annuncia eventi futuri con la verità assoluta.”
Come tale è simile a quello che Carismatici definiscono “parola di conoscenza” che è un dono soprannaturale di conoscenza di cose od eventi che non potrebbero essere conosciuti senza l’aiuto dello Spirito.
Il profeta o la profetessa valutano i segni dei tempi secondo il pensiero di Dio in quel momento.
Ricevono questa intuizione come risultato di una visione ispirata, una parola interiore, o addirittura un sogno e anche se la vera profezia è rivelazione, essa si limita a chiarire quello che è già la rivelazione scritturale, senza aggiungere nulla ad essa.
Motivi per desiderare il dono della profezia
Questo dono non è segno della santità del profeta o della profetessa, il dono della profezia è liberamente concesso per aiutare gli altri a crescere nella grazia santificante.
Come dice Paolo in 1 Cor 14:03 : “chi profetizza parla agli uomini per loro edificazione, esortazione e consolazione.”
Ci sono un certo numero di modi in cui la profezia fa questo.
In primo luogo, esso può assumere la forma di un messaggio che viene spontaneamente ispirato dallo Spirito Santo e parla di una situazione particolare.
In secondo luogo, la profezia può assumere la forma di predicazione ispirata basata su un testo delle Scritture e parlare direttamente al nostro cuore, descrivere la nostra situazione particolare.
Come ricevere il Dono della Profezia
San Paolo stimava moltissimo il dono della profezia mettendolo al secondo posto dopo l’apostolato (Ef 4,11) . Sempre secondo San Paolo è ‘la spada a doppio taglio che giudica i segreti pensieri e le emozioni del cuore
(Eb 4,12).
Come dice ancora Paolo: “Se invece tutti profetassero e sopraggiungesse qualche non credente o un non iniziato, verrebbe convinto del suo errore da tutti, giudicato da tutti; sarebbero manifestati i segreti del suo cuore, e così prostrandosi a terra adorerebbe Dio, proclamando che veramente Dio è fra voi.” ( 1 Cor 14:24-25 ).
Di conseguenza ha esortato tutti i credenti a desiderare i doni spirituali, in particolare il dono della profezia .”
Per questo motivo credo sia importante incoraggiare i membri della comunità di preghiera a chiedere a Dio, con una fede di attesa, di concedere il dono della profezia a uno o più membri .
Il carisma del discernimento degli spiriti, menzionato in 1 Cor 12:10, è poi necessario per distinguere una vera profezia, una non profezia o addirittura una falsa profezia .
Ho anche scoperto che il Signore è più disponibile a concedere i doni, in particolare il carisma della profezia, quando tutti i membri del gruppo sono uniti sia nella mente che nel cuore. Ciò significa che è importante risolvere le situazioni di peccato, i giudizi, i preconcetti i vari attriti tra i membri stessi.
Ho anche notato che nelle preghiere dove la lode è forte ed è esercitata per lungo tempo, soprattutto il canto e la preghiera nelle lingue, c’è più predisposizione a ricevere il dono della profezia .
Modalità di esercizio del dono
In primo luogo , “Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede” Rm 12: 6. Se la fede è titubante è necessario parlare in modo più generico, ad esempio, “Sento che il Signore dice.” Se la fede è forte si potrebbe anche dire, “Il Signore dice …. “.
In secondo luogo, “I profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino” ( 1 Cor 14:29 ).
In altre parole chi guida la preghiera dovrebbe consentire solo un certo numero di profezie.
Se si parla di una vera e propria profezia è compito di chi guida la preghiera ad incoraggiare il gruppo ad assorbire il suo significato per mezzo di quiete , di preghiera, di riflessione.
In terzo luogo, “tutti infatti potete profetare, uno alla volta, perché tutti possano imparare ed essere esortati” ( 1 Cor 31 ).
Sicuramente, Paolo pensava che per il buon ordine dell’incontro è importante che ci siano delle pause tra le profezie.
In quarto luogo, credo che qualcuno dovrebbe essere incaricato di scrivere le profezie importanti dell’incontro in modo tale che si possano ricordare e non dimenticare proprio perchè “la parola di Dio non tornerà al Signore senza realizzare lo scopo per cui è stata inviata”.
In quinto luogo, se Dio dona una parola a un gruppo o una comunità, è necessario che questa venga presa a cuore e che ci sia una risposta obbediente e che diventi per noi vita e modo di vivere attraverso una condotta retta. Come disse Gesù : “Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” ( Lc 11,28)
In caso contrario, quando, finalmente, saremo davanti al tribunale di Dio, diremo “Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.” (Mt 7:22-23 ).

Autore dell'articolo: Comunità Hosanna

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