Il discernimento degli Spiriti

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Anche se spesso appare come un carisma meno importante, il discernimento, è uno dei più importanti doni spirituali perché senza di esso confonderemo o abuseremo degli altri doni dello Spirito.
Gesù in Mt 7, 15-20 dice: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere”.
Il male non può restare sulla terra a lungo e per questo il diavolo si muove in fretta tentando di strappare più anime possibili a Dio. Dio invece ha tutta l’eternità e per Lui non è mai troppo tardi.
La parola di Dio costruisce ed edifica il corpo che è la Chiesa e il Discernimento degli Spiriti consiste nella capacità di capire la differenza tra i doni che vengono dallo Spirito Santo piuttosto che da qualche altra fonte.
Paolo, nella lettera ai Corinti (1 Cor 12:07 ) si mostra particolarmente interessato nel riconoscere le esperienze provenienti dallo Spirito Santo e se osserviamo attentamente le scritture e gli altri scritti della chiesa osserviamo che i primi Cristiani utilizzano questo dono carismatico del discernimento in tre modi:
Il primo, consiste nella capacità di discernere la presenza del Cristo Risorto nell’eucarestia: “perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna”.
Il secondo è stato quello di riconoscere e invitare la presenza di angeli e santi nel culto e nelle altre forme di preghiera.
Un posto speciale è stato dato a Maria in entrambe le chiese orientali e occidentali, ma sempre in rapporto con Gesù.
Quando Paolo scrive di parlare le lingue degli uomini e degli angeli ( 1 Cor 12:01 ), sta scrivendo a coloro che avevano già fatto esperienza e conoscenza degli angeli e dei santi.
Il “riconoscere” è quindi un’altro aspetto importante del dono del discernimento.
Il terzo già utilizzato tra i primi cristiani era quello di riconoscere uno spirito maligno, affrontarlo e respingerlo, e poi tornare ad adorare Gesù Risorto.
Il discernimento degli spiriti è un carisma essenziale per comprendere se una profezia viene da Dio oppure no.
Infatti poichè ogni cristiano ha una relazione con Dio, gli altri riconoscono che la voce non è da Dio: “Le pecore riconoscono la voce del pastore, e non seguiranno uno straniero…” (Gv 10, 2-5).
La risposta del nostro spirito è una prova se il messaggio viene dal Signore. Se proviamo pace e sicurezza, ascoltiamo lo stesso Spirito e possiamo esser certi che proviene dal Signore. Ma se la natura spirituale della profezia ci disturba o ci fa provare repulsione, non dovremmo darle fiducia. Se la profezia è dura, se spaventa o condanna, è difficile che venga dallo Spirito Santo. Per correggerci il Signore ci invita al pentimento; potrà indicarci campi della vita da cambiare, ma non ci condannerà: ci inviterà a tornare a Lui. Se le critiche personali sono espresse in forma di profezia, dobbiamo ricordare che il Signore parla con amore, e se talvolta può essere severo, l’avvertimento è per farci cambiare. Nessuna profezia vera rivela un Dio vendicativo, crudele, duro o critico.
Possiamo dire quindi che per esercitare questo dono come tutti gli altri doni è necessario prima di tutto che si osservi nella vita della persona che lo esercita una coerenza con il messaggio evangelico.
Un autentico carismatico è soprattutto un uomo e una donna di preghiera. Senza la preghiera personale quotidiana è impossibile esercitare in maniera autentica i doni dello Spirito.
L’esercizio dei carismi devono esaltare la persona di Gesù Cristo e non la nostra e ogni cosa deve sempre essere sottoposta a discernimento dei profeti e della Comunità.

Autore dell'articolo: Comunità Hosanna

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